1.260. Non è una quota altimetrica, ma solo perché il lavoro di Fabio Padovan e la sua “squadra” scientifica raggiunge vette molto più alte. 1.260 sono le specie di funghi spiegati e fotografati nell’atlante micologico della provincia di Belluno, una vera e propria enciclopedia unica nel suo genere. O meglio: la “bibbia” degli appassionati cercatori, che van per boschi e prati armati di cestino in vimini. Tra le Dolomiti e la Valbelluna sono davvero in tanti. E non solo bellunesi. È anche per questo che il Gruppo Micologico Bresadola ha deciso di mettere in cantiere un lavoro enorme. Scientificamente importante e divulgativamente validissimo. Oltre 750 pagine illustrate, con schede descrittive delle specie fungine e “semaforo” verde o rosso a seconda della commestibilità o tossicità.
«Si tratta di un lavoro che abbiamo voluto mettere in cantiere per i 50 anni di attività del Gruppo Micologico. E che dopo un anno ha visto la luce» spiega Fabio Padovan, esperto di funghi e autore del volume, insieme a Emanuele Campo, Luciano Michelin, Enrico Bizio, Livio Lorenzon, Marco Floriani, Renato Brotzu e Marina Cecilia Magnozzi. «Il libro comincia con un capitolo sulla vegetazione scritto da Cesare Lasen, perché i funghi sono in stretto rapporto con l’ambiente. C’è poi un capitolo sulla morfologia del territorio e sui suoli che influenzano la crescita dei funghi realizzato dal geologo Manolo Piat. Non manca un capitolo su avvelenamenti e sindromi, seguito da un glossario che spiega tutte le terminologie scientifiche utilizzate. Poi c’è l’atlante vero e proprio, con le 1.260 specie e le singole schede. In realtà i funghi in provincia sarebbero molti di più, oltre 5mila. Ma abbiamo scelto quelli che più facilmente si possono incontrare».
Il libro, edito da Dbs, è già in distribuzione. «Un’opera importante – commenta Simone Deola, consigliere provinciale delegato all’ambiente -. Primo perché mancava un libro sui funghi di questa portata. E poi perché il tema è molto sentito da noi, non solo dai locali, ma anche da gente che arriva da fuori provincia appositamente per raccogliere funghi».





