È nero su bianco il volume “Alpinismo Leggendario”, dedicato alla carriera di Giorgio Ronchi: scalatore di Vallada, è stato autore di straordinarie imprese sulle montagne di casa, le Cime d’Auta, Focobón, Moiazza, Civetta (inverno 1962, la cima Su Alto con Roberto Sorgato e Giorgio Redaelli), mentre l’avventura del febbraio 1961 con Sorgato sulle Tre Cime di Lavaredo è entrata nella storia dell’alpinismo. Ed è diventata il soggetto del bellissimo film “Abimes” di Gilbert Dassonville.
L’uscita dell’opera, a cura di Bepi Pellegrinon della Nuovi Sentieri, è stata salutata dai compagni di cordata di Ronchi e da tanti appassionati di montagna. E rappresenta un invito rivolto a tutti gli agordini a rendere omaggio a un personaggio enorme, quanto discreto che ha onorato la sua etrra: «Accademico del Cai, è stato l’alfiere e l’esponente di spicco del Gruppo Rocciatori Val Bióis costituito nel 1951 e che con grande capacità e innata modestia ha salito le più celebri pareti delle Dolomiti bellunesi».





