Le Green community, la gestione forestale sostenibile, un nuovo modello di gestione delle risorse naturali. Sono i tre pilastri di una strategia per le montagne e le aree interne che Uncem ha ribadito alla ministra Gelmini, nel quadro di un convegno sul futuro della montagna, affinché si possa definire un percorso unitario del Paese che guardi ai suoi territori in modo nuovo, senza assistenzialismo e senza dimenticare come è fatta lItalia.
«Tre cose concrete e intelligenti da fare subito, nel quadro del DL Fiscale, del DL Concorrenza, della riforma del welfare e attuando il Pnrr, oltre che nella legge di bilancio 2022. Perché 54% di territorio montano vogliono dire 16 punti di Pil e 10 milioni di abitanti» afferma Marco Bussone, presidente di Uncem (Unione nazionale Comuni ed enti montani). «Senza retorica e luoghi comuni, investire risorse deve essere conseguente a una visione di Paese. Vi è la necessità di integrare le strategie per le aree interne con quelle per la montagna, e di rendere i Comuni più forti e capaci di lavorare insieme grazie a un nuovo assetto istituzionale che favorisca l’interazione e superi le frammentazione. Nel Piano nazionale di ripresa resilienza vi sono importanti componenti per le aree montane a partire dai 300 milioni di euro per le strade, 2 miliardi contro il dissesto idrogeologico, 8 miliardi per il 5G e la banda ultralarga, 1 miliardo di euro per i borghi, 140 milioni per le Green community. Queste risorse si spendono se il Paese ha una strategia e al ministro Gelmini abbiamo confermato limpegno come Uncem, per evitare che si vada verso nuova burocrazia, o delle misere illusioni di investimenti».





