Il contagio è ripartito. Non c’erano più dubbi, visto l’aumento di casi delle ultime settimane, con lo scoppio di almeno 3 focolai e la riapertura dei reparti covid negli ospedali. Ora però arriva anche la conferma dell’Usl 1 Dolomiti nel suo report settimanale sull’andamento dell’epidemia.
Negli ultimi sette giorni, si legge nel documento, sono stati 67 i nuovi casi di coronavirus segnalati al Dipartimento di Prevenzione. Questo si traduce in un’incidenza settimanale di 37 casi ogni 100mila abitanti. Un trend in netta crescita (un mese fa l’incidenza era all’1,5%) ma inferiore sia al dato regionale che all’incidenza nazionale, che si attestano rispettivamente a 82 e 51 casi ogni 100mila abitanti.
«La maggior parte dei casi positivi venuti alla luce – spiega l’Usl 1 – è collegata a rientri da località turistiche prevalentemente balneari oltre ad alcuni focolai che si sviluppano all’interno di gruppi familiari – amicali».
Torna a colorarsi, di conseguenza, la mappa della provincia. Sono 18 i Comuni bellunesi che presentano attualmente nuovi casi positivi nel loro territorio. Tutti hanno un’incidenza bassa, compresa tra 1 e 125. Fanno eccezione solamente Cortina e San Vito di Cadore, dove l’incidenza è tra 125 e 250. A Cortina, in particolare, i nuovi casi segnalati negli ultimi giorni sono 13. Però «Più della metà dei casi – puntualizza l’azienda sanitaria – sono di “importazione”, originati al di fuori dai confini regionali».
Un altro dato a favore di un possibile esaurimento della crescita del contagio (merito anche di una campagna vaccinale che tra le Dolomiti segna numeri migliori che nel resto del Paese) si ha facendo riferimento ai tre focolai di coronavirus venuti alla luce negli ultimi tempi. Ad un mese di distanza dai primi casi, si può definire esaurito il focolaio feltrino scoppiato a seguito di un torneo di calcio a 5 a Pedavena. L’Usl segnala che al momento rimane un unico caso positivo tra quelli riconducibili ad esso. E non sono incrementate le positività degli aspiranti maestri di sci contagiati in Francia durante un corso di selezione: restano quindi 13 i giovani positivi.
Cresce invece di una unità (saliamo così a 5) il focolaio venuto alla luce negli ultimi giorni e collegabile ad una festa nei locali del centro di Belluno avvenuta lo scorso 17 luglio. Lunedì, riferisce l’azienda sanitaria, «Sono stati eseguiti numerosi tamponi, in fase di refertazione». I casi quindi potrebbero salire. Restano 4 le persone ricoverate al “San Martino” di Belluno a causa dell’infezione da covid – 19: i due ragazzi di 28 e 27 anni, non vaccinati, l’anziano fragile di 87 anni e l’85enne non residente in provincia (e non vaccinato). Tutti senza sintomi gravi.





