Malore in montagna. Manca il segnale telefonico e l’elicottero fatica a individuare la zona

Malore in montagna. Manca il segnale telefonico e l’elicottero fatica a individuare la zona

Per fortuna, si è trattato solo di un piccolo malore. Altrimenti sarebbe finita diversamente per il gestore del Bivacco Casera Cimonega (a Cesiomaggiore). Tra i primi sintomi e l’arrivo dei soccorsi sono passate quasi due ore. Tutta colpa dell’assenza del segnale telefonico e della nebbia, che ha impedito all’elisoccorso di avvicinarsi.

È successo ieri mattina (sabato 24 luglio). L’uomo (71 anni di Santa Giustina) era salito al bivacco per alcuni lavori, insieme a un amico. All’improvviso ha cominciato a sentirsi poco bene. A causa dell’assenza di copertura telefonica, l’amico si è incamminato per riuscire a dare l’allarme e dopo tre quarti d’ora ha potuto contattare il 118, per tornare poi indietro dal compagno senza essere più raggiungibile. Dopo vari tentativi di avvicinamento, resi vani dalla nebbia che copriva l’intera Val Canzoi, l’elicottero di Treviso emergenza in due rotazioni ha imbarcato due squadre del Soccorso alpino di Feltre. Poi, entrando dal Primiero, ha sbarcato in hovering a Forcella Cimonega sei soccorritori. Le squadre, in un’ora a piedi, sono arrivate al Bivacco Feltre e poi a Casera Cimonega, dove l’infermiere di stazione ha potuto dare prima assistenza. Sul posto, non appena la nebbia si è diradata, è quindi atterrato l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore, che ha imbarcato l’uomo. Fortunatamente il malore non era grave. Il 71enne è stato trasportato all’ospedale di Belluno per gli accertamenti del caso.

A mezzogiorno il Soccorso alpino è intervenuto a Falcade, contattato da alcune persone che si erano imbattute in un escursionista colto da una crisi di panico lungo il tragitto che dal Lago Cavia porta al Col Margherita. Ottenute le coordinate del punto in cui si trovava, i soccorritori hanno raggiunto in jeep il 27enne di Lastra a Signa (Firenze), lo hanno tranquillizzato e gli hanno dato da bere, per poi caricarlo a bordo e accompagnarlo a Falcade, dove lo hanno affidato in via precauzionale alla guardia medica di Canale d’Agordo, per i controlli del caso.

Sempre all’ora di pranzo, l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato sul sentiero che dal Passo Monte Croce Comelico sale all’ex Rifugio Sala, poiché un’escursionista, che si trovava con il marito e il figlio, era ruzzolata 20-30 metri lungo il ripido pendio erboso. Individuato dalle coordinate il luogo dall’incidente, con un verricello di 15 metri sono stati calati tecnico di elisoccorso ed equipe medica, che hanno prestato le prime cure alla donna (44 anni, di Lugo, Ravenna) a seguito del possibile politrauma leggero riportato nella caduta. Imbarellata, la donna è stata recuperata e trasportata all’ospedale di Belluno.

Tre le emergenze nel primo pomeriggio a Cortina. Scendendo da Forcella Pomagagnon lungo il ghiaione, un escursionista padovano di 61 anni è caduto in uno dei canali d’erosione scavato dalle piogge e si è fatto male a una caviglia. I compagni lo hanno aiutato a scendere, mentre una squadra del Soccorso alpino di Cortina e del Sagf andava loro incontro. L’uomo è stato quindi imbarellato, trasportato sulla strada e poi accompagnato in jeep all’ospedale.

Dal Rifugio Vandelli è poi arrivato l’allerta per un escursionista 30enne di Modena che lamentava dolori al ginocchio. L’elicottero del Suem di Pieve di Cadore è quindi atterrato in piazzola e lo ha caricato a bordo per trasportarlo al Codivilla. Imbarcato anche il gestore del Rifugio per un trauma alla mano. La compagna dell’escursionista di Modena, che non se la sentiva di rientrare da sola, è stata raggiunta da una squadra del Sagf che l’ha accompagnata fino al Passo Tre Croci.

Un turista belga, infortunatosi poco sopra la teleferica mentre scendeva dal Rifugio Giussani, è stato raggiunto dai soccorritori saliti in fuoristrada e portato all’ospedale per una probabile frattura alla gamba.

Ad Auronzo di Cadore, in aiuto di una coppia di Varese è intervenuto il Soccorso alpino della Guardia di finanza, di presidio sulle Tre Cime di Lavaredo. I due, 30 anni lui di Luino, 23 anni lei di Leggiuno, scendendo dallo Scoglio di San Martino, in località Arghena, avevano perso la traccia del sentiero e non sapevano più come proseguire. I soccorritori sono andati loro incontro, li hanno trovati una cinquantina di metri sopra il sentiero e li hanno riaccompagnati sulla strada delle Tre Cime.

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