L’interpretazione della montagna e della vita nei dipinti di Aldo De Vidal. Una mostra tra Cadore e Oderzo

L’interpretazione della montagna e della vita nei dipinti di Aldo De Vidal. Una mostra tra Cadore e Oderzo

Aldo De Vidal. Sui sentieri di una vita” è il titolo della grande retrospettiva dedicata al pittore visionario, lucido interprete della storia del Novecento. Una mostra voluta dalla Magnifica Comunità di Cadore, dal Comune di Lorenzago, dalla Cooperativa Cadore Scs, da Ca’ Lozzio Incontri di Oderzo e dall’Associazione culturale ImmaginAria. Una mostra diffusa: l’esposizione infatti si svilupperà in tre sedi. Una sezione con una ventina di opere al Palazzo municipale di Lorenzago di Cadore, apertasi ieri (sabato24 luglio). Una sezione di oltre quaranta opere al Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore a Pieve (con vernissage oggi, domenica 25). E una, più raccolta e con la valorizzazione della grafica a Ca’ Lozzio a Piavon di Oderzo (Treviso).

Le tre sedi testimoniano tutte un legame profondo con De Vidal, “il pittore della montagna”. Lorenzago è il suo paese d’origine, qui nacque il 27 maggio 1912, iniziò a dipingere (erano gli ultimi anni Venti) e rimase fino al 1948, quando emigrò in Argentina, nel 1948; vi tornò due anni più tardi e qui visse fino alla morte, avvenuta nel 2006. Pieve di Cadore rappresenta la prima grande occasione per il pittore, che nel 1945 partecipò alla collettiva organizzata dall’Associazione nazionale partigiani italiani nella sede mandamentale nel Casinò municipale, e un luogo in cui tornò a esporre spesso nel corso della propria vita. Infine, Oderzo: nella cittadina trevigiana espose nel 1971, si trattava della prima di una serie di esposizioni a cui partecipò il gruppo da lui fondato, i Pittori del “Picchio Verde 70”, in cui spiccavano Augusto Murer, Gina Roma e Vico Calabrò.

I LINGUAGGI E LE OPERE

La pittura a olio, la grafica, i murales: De Vidal ha sposato diversi linguaggi per rispondere alla propria “urgenza espressiva” e lasciare il proprio segno. E ha dipinto per vocazione fin dall’adolescenza: negli anni Quaranta conobbe il celebre Emilio Vedova, e assieme a lui arricchì il proprio bagaglio tecnico e culturale. Fu promotore con Vico Calabrò dei murales a Cibiana e, in qualità di frescante, successivamente lavorò a Roma, eseguendo gli affreschi alla Cinematografia Dorigo in via Teulada.

«La riscoperta della vita di Aldo De Vidal – spiega il curatore Matteo Da Deppo, direttore dei Musei della Magnifica Comunità di Cadore – vuole dare consistenza all’idea che sia ancora possibile oggi esprimere una poesia stimolata e meditata, ispirata al contesto della montagna, o in altri termini che sia possibile parlare della montagna in poesia, tenendo conto delle sue caratteristiche peculiari. De Vidal ha indicato quattro elementi ben distinti: essenzialità, complessità, consapevolezza e profondità. L’essenzialità che ha portato le sue opere a superare ogni “retorica” del passato grazie alla capacità di spoliazione e di silenzio di fronte alla natura»

De Vidal viene definito “il pittore della montagna” e la sua idea riguardo a questo contesto, ostico eppure fragile, è molto ben definita: egli indaga l’ambiente, fatto di uomini e di tradizioni, in netto contrasto con la montagna sublime e mitizzata. Ed è molto critico con il montanaro, che ha dimenticato il proprio ruolo cancellando millenni di conoscenza ed esperienza del territorio.

Emblematica è La danza dei caprioli, una pubblicazione del 1976 che racchiude racconti e immagini, realizzata con Mario Rigoni Stern: sei racconti e sei litografie strettamente legate alla montagna, “a quel mondo che poeti, ragazzi, scienziati vogliono salvare dal partito del consumismo”, come annotava il grande scrittore. L’obiettivo dell’opera era entrare nel dibattito “ecologico” in atto e analizzarne i contenuti: “ecologia non è una moda, anche se come vocabolo è da poco entrato in uso (ed è già logoro!); e come il termine consumismo significa per noi fine e morte, così ecologia equivale a vivere”, ammoniva ancora Rigoni Stern.

Per informazioni: Magnifica Comunità di Cadore, tel. 0435 32262, info@magnificacomunitadicadore.it 

In foto, tre opere di De Vidal in mostra in Cadore: da sinistra a destra, “Il gaucho”, “Tiziano”, “Le orme”.

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