Sindrome post – covid, l’Ulss appronta un percorso di recupero

Sindrome post – covid, l’Ulss appronta un percorso di recupero

Ora che finalmente la situazione volge al bello, sono i numeri a certificare l’impatto di covid-19 in provincia. Da inizio pandemia il Bellunese ha registrato 21.400 casi positivi: più del 10% della popolazione. Importanti anche i numeri relativi ai ricoveri: 1.280 nella sola seconda ondata, con 180 persone che hanno avuto bisogno della terapia intensiva. Gran parte di loro, anche a distanza di mesi, non ha ancora recuperato la completa funzionalità e lotta contro gli strascichi della malattia. Secondo i dati diffusi dalla Regione, il 58% dei pazienti che sono transitati nelle terapie intensive o subintensive lamenta astenia, vale a dire incapacità di riprendere le normali attività quotidiani. Il 25% ha anche problemi respiratori.

Per loro l’Usl 1 Dolomiti ha ideato un percorso di recupero multidisciplinare, presentato ieri da Renzo Scaggiante e Massimo Ballotta, direttori delle Unità operative di Malattie infettive e di Riabilitazione funzionale.

«Abbiamo deciso di selezionare 700 persone, transitate in terapia intensiva e subintensiva – spiega Scaggiante – che nell’arco dei prossimi 4 mesi saranno sottoposti ad una serie di esami clinici: prove respiratorie, visite cardiologiche e neurologiche».

Un team multidisciplinare ha approntato un questionario che sarà somministrato telefonicamente. «In base a quel che emergerà – continua il direttore di Malattie infettive – chi soffre di sindrome post-covid potrà essere preso in carico tramite ricovero (nei casi più gravi), con un day hospital riabilitativo oppure ambulatorialmente e tramite la tele-riabilitazione, con contatti telefonici e videochiamate. Cosa che finora abbiamo comunque fatto, ma anche su input della Regione ora abbiamo approntato un percorso più funzionale».

Data la complessità dei sintomi che colpiscono chi ha superato la malattia, l’approccio non può che essere multidisciplinare. «L’obiettivo è aiutare queste persone a riprendere le loro attività. Siamo certi che possano riprendersi, ma vogliamo aiutarli a farlo il prima possibile».

Intanto la situazione epidemiologica continua a migliorare. Al momento in provincia ci sono 175 positivi e l’incidenza settimanale si attesta a 26 casi ogni 100mila abitanti. Dimesso l’ultimo paziente dalla terapia intensiva, ne resta ancora uno ricoverato in Malattie infettive a Belluno, altri 5 a Feltre e 2 nell’ospedale di comunità. E così ieri ha riaperto al “San Martino” la parte covid-free di Malattie infettive. «Teniamo comunque alcuni posti letto in stand by – spiega il direttore generale Maria Grazia Carraro – se ne ve fosse la necessità. Stiamo anche ricollocando le degenze di Otorino, Gastroenterologia e Oculistica di Belluno al quarto piano del blocco chirurgico. Le attività ambulatoriali sono riavviate e stiamo cercando di recuperare le visite programmate in tutte le diverse discipline».

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