San Giorgio, la peste e il Mazarol: dalla Storia alla leggenda

San Giorgio, la peste e il Mazarol: dalla Storia alla leggenda

Nel comune di Sovramonte e nello specifico a Sorriva, troviamo la chiesa di San Giorgio.

Sorge in una splendida posizione panoramica ed è arricchita di affreschi del XIV e XV secolo: pare sia una costruzione votiva legata alla terribile pestilenza che, nel 1630, colpì anche il Bellunese.

Ogni anno, per ringraziare il Santo di aver arginato questa pestilenza, i giovani coscritti di tre famiglie di Sorriva portano a spalla, fino alle case più isolate, una grande marmitta di rame per distribuire la “menestra de San Dordì”: un ottimo minestrone in cui non possono mancare i fagioli di Lamon.

La piccola processione si ferma al cimitero degli appestati a Pontera.

A qualche chilometro dalla chiesa, comincia un sentiero che si inerpica nei boschi, chiamato “el troi del Mazarol”. 

Narra la leggenda che chi calpesta l’impronta lasciata da questo essere misterioso, si perde nel bosco. Si dice pure che il folletto ami le ragazze dai capelli rossi e quando pestano la sua impronta  le faccia girare su se stesse per far perdere loro la tramontana.

Nel momento in cui tornano in sé, si ritrovano con i capelli talmente aggrovigliati da non riuscire più a pettinarli.

Fate un giro alla chiesa votiva di San Giorgio e una passeggiata lungo “el troi del Mazarol”, ma attenti che non vi faccia girare la testa. Soprattutto se avete i capelli rossi.

Alla prossima!

Foto tratta da Wikipedia

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