L’enoturismo ai tempi del Covid: «Settore strategico per la ripartenza»

L’enoturismo ai tempi del Covid: «Settore strategico per la ripartenza»

A confronto con Carlo Pietrasanta: le cantine bellunesi hanno avuto l’opportunità di incontrare il docente di enoturismo e già presidente dell’associazione nazionale Movimento Turismo del Vino.

Negli ultimi 15 mesi, infatti, il mondo del vino ha dovuto far fronte a una drammatica contrazione delle vendite. E, in vista di una seconda ripartenza, le cantine vogliono giocare un ruolo da protagoniste. Forti pure di un decreto legge che, dal 2019, consente di valorizzare ulteriormente un comparto caratterizzato da produzioni di eccellenza. 

Tra i padri di questa “legge” c’è proprio Carlo Pietrasanta: «Siamo noi aziende a generare spesso quel flusso turistico di cui beneficiano i territori che “ospitano” i nostri vigneti. Un indotto che potrebbe essere più ricco e di cui ha merito, innanzitutto, chi con le proprie mani coltiva la terra da cui nasce il vino. L’effettiva attuazione di questo decreto, rallentato dalla pandemia, ci permetterà di rendere omogenea e ancor più professionale l’offerta enoturistica a livello nazionale e acquisire definitivamente la consapevolezza che questo settore è strategico per il nostro Paese».

Presente alla discussione – tenutasi in totale sicurezza, nella sede della società agricola Pian delle Vette – anche Dario Scopel, assessore dell’Unione montana Feltrina: «Solo dal confronto possono emergere le migliori idee e soluzioni per ripartire al meglio. Abbiamo luoghi straordinari ed eccellenti artigiani del gusto. Spetta a noi saperci promuovere come territorio sapendo cogliere l’opportunità di collaborare con chi si trova più avanti nel percorso di valorizzazione». 

A facilitare l’incontro Andrea De Bortoli, esperto di comunicazione: «Sono molto felice che molti vignaioli del nostro territorio abbiamo accettato l’invito, dimostrando di aver colto l’importanza di fare rete su un tema che sarà fattore critico di successo nel prossimo futuro. Dobbiamo promuovere e comunicare le nostre produzioni all’unisono, solo così potrà crescere l’intero territorio e potremo proporci in maniera credibile sul mercato nazionale e internazionale, riuscendo finalmente a dare giusta dignità e appeal al prodotto agricolo di montagna. Il turismo della “ripartenza” sarà di prossimità, sostenibile, accessibile e all’aria aperta: cosa meglio dell’enoturismo? I viticoltori del bellunese hanno dimostrato di essere pronti». 

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