“No paura day”, seconda edizione in tono minore

“No paura day”, seconda edizione in tono minore

Tante mascherine e poche bandiere. E meno pubblico della volta precedente. La prima edizione del “No paura day”, lo scorso 5 aprile, aveva fatto parlare di sé. Per le oltre 40 sanzioni comminate a manifestanti senza mascherina e per le presenze, stimate in oltre 500 persone. Le premesse per un bis dai grandi numeri e altrettante polemiche, insomma, c’erano tutte.

Invece, un po’ a sorpresa, è stato un pomeriggio in tono minore. Sotto il palco in cui si sono alternati la sociologa Manuela Zorzi e l’esperto di comunicazione integrata Marco Piccoli c’erano poco più della metà degli spettatori della volta precedente: contate più o meno 300 persone.

Soprattutto, erano molte di più le mascherine indossate correttamente. Tanto che, a fine giornata, le forze dell’ordine avranno staccato solo tre verbali. Uno di questi, dopo una discussione durata oltre un’ora, è andato in mano ad un manifestante di origine australiana, particolarmente accanito nel rivendicare il suo diritto a non indossare la mascherina.

Lo schieramento di forze di polizia, discreto ma imponente, ha forse agito da deterrente. E probabilmente anche il pubblico era un po’ diverso dalla volta precedente. Non si sono viste nemmeno le bandiere venetiste che avevano occupato il lato destro dei giardini nella prima puntata del “No paura day”. Pochi anche i cori da stadio che venti giorni fa avevano sottolineato i vari passaggi degli oratori sul palco.

A non cambiare, invece, i contenuti. Nel suo intervento Marco Piccoli ha più volte usato la parola “libertà”, ostaggio, secondo lui, di una deriva ideologica che intende limitarla, approfittando della pandemia. Sulla manipolazione di immagini e numeri ha invece insistito (come il 5 aprile) Manuela Zorzi, che si è soffermata in particolare sull’uso dei tamponi: «Per la prima volta nella storia della medicina si rincorrono i sani e si lasciano senza cure i malati. E quello che vediamo è sotto gli occhi di tutti: un disastro economico, sociale e sanitario».

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