Genitori sul piede di guerra.
La zona rossa comporterà, tra le altre cose, anche la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. E la restrizione alimenta il disappunto di tante famiglie, costrette a gestire i propri figli con grosse problematiche al lavoro.
Infatti per le prossime tre settimane si tornerà alla Dad, didattica a distanza, senza che siano previsti particolari aiuti a mamme e papà. Nonostante i banchi a rotelle, la vaccinazione dei dipendenti scolastici e tante promesse fatte, gli istituti rimarranno chiusi.
«In buona sostanza – spiega un gruppo di genitori bellunesi – ci costringono a scegliere tra due opzioni: famiglia o lavoro. Teniamo presente, inoltre, che non tutti possono e vogliono lasciare i propri figli a nonni e parenti, la maggior parte non ancora vaccinati. E i problemi non mancheranno neanche per chi rimarrà a casa con più di un figlio, perché servono connessione a Internet e computer. Insomma, a distanza di un anno siamo tornati al punto di partenza, con l’unica differenza che non c’è più l’attenuante della “sorpresa” pandemica, soprattutto dopo le tante promesse mai mantenute».
E concludono: «Per il momento non resta che sperare nella bontà d’animo dei tanti datori di lavoro e per una volta nel buon senso. Non tanto dei cittadini, quanto delle istituzioni».





