«Vaccinateci tutti»: la ricetta anti Covid dei sindaci del Comelico

«Vaccinateci tutti»: la ricetta anti Covid dei sindaci del Comelico

La richiesta arriva direttamente dai sindaci del Comelico: «Vaccinateci tutti». I Primi cittadini hanno preso sul serio l’idea suggerita nei giorni scorsi dal Dipartimento di Prevenzione dell’Usl 1 Dolomiti: ovvero vaccinare tutta la popolazione del Comelico, alle prese con la recrudescenza di covid – 19 in un’area a vocazione turistica e con un alto indice di vecchiaia. I sindaci hanno scritto alla direzione sanitaria, chiedendo di tutelare la condizione socio – economica della valle, in questi giorni sotto i riflettori perché additata dal presidente della Regione Zaia come un’area ad alto rischio.

Possibilista l’Usl 1, che non esclude di dare seguito alla richiesta. «E’ una possibilità che stiamo valutando per i territori con particolari necessità – spiega Sandro Cinquetti, direttore del Servizio Igiene e sanità pubblica – naturalmente in base alla disponibilità di vaccini». Al momento, comunque, puntualizza l’Usl1, «Siamo concentrati nel vaccinare la popolazione anziana e le categorie a rischio. Ma non appena possibile concorderemo le strategie per completare quanto prima l’immunizzazione di tutta la popolazione».

Uno sviluppo che potrà trovare una sponda nel recente accordo siglato dalla Regione con i medici di famiglia, per la somministrazione del vaccino alle persone tra 70 e79 anni. Anche perché, ricorda l’azienda sanitaria, «In Comelico c’è un’ottima Medicina di gruppo, operante anche nella struttura del Distretto sanitario, con possibili positive collaborazioni tra il Distretto stesso, i medici di base e le amministrazioni Comunali».

La campagna vaccinale, intanto, prosegue a pieno regime. Ieri, per tutto il giorno, grande afflusso nei 4 drive – in del territorio, con lunghe code di auto, per la vaccinazione (con prenotazione e senza) delle persone nate nel 1938 e 1939. Complessivamente vaccinate oltre 1.500 persone, per le quali l’Usl 1 ha messo in campo tra 60 e 80 operatori, supportati dalla Protezione civile, dal volontariato e dalle forze dell’ordine.

Ma non è bastato a garantire tempi celeri, anche a causa della peculiarità dell’allestimento del vaccino Pfizer (che deve essere allestito in Farmacia per la corretta diluizione, sicurezza e catena del freddo) che ha comportato dei rallentamenti nell’operatività, risolti nella tarda mattinata a Belluno e nel primo pomeriggio a Feltre. Per rispondere ai disagi l’Usl Dolomiti ha potenziato le linee vaccinali e ha utilizzato anche il vaccino Moderna per velocizzare le operazioni.

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