Assalto alla montagna: la zona arancione non spaventa gli escursionisti

Assalto alla montagna: la zona arancione non spaventa gli escursionisti

 

Una fila di macchine interminabile. Auto parcheggiate in tutti i posti disponibili, anche a bordo strada. È la voglia di aria fresca e di un’escursione nella neve, evidentemente più forte della “zona arancione”. Perché spostarsi nel proprio Comune si può. Ma le auto parcheggiate da questa mattina in zona Cate (a Chies d’Alpago) non sono tutte “locali”; molte provengono da territori limitrofi, anche fuori provincia. E lo stesso accade anche in altre località bellunesi.

Una beffa per bar e ristoranti. Perché la “zona arancione” li tiene rigorosamente chiusi. Ma il via-vai di oggi sarebbe stato da affari d’oro se avessero potuto tenere aperto.

Ma come mai c’è così tanto movimento? Un’interpretazione errata delle misure previste dal governo. O la grande voglia di una giornata nella neve e nel panorama invernale. Fatto sta che oggi, domenica 10 gennaio, sarebbe possibile spostarsi liberamente solo all’interno del proprio Comune; gli spostamenti verso altri Comuni sono invece consentiti solo per motivi di lavoro, salute o necessità.

Via libera quindi allo sci di fondo a Pian Longhi (Nevegal) per i residenti di Belluno e Ponte nelle Alpi, visto che la pista si trova proprio a cavallo tra i due Comuni. L’anello per gli sci stretti è attivo da ieri. Ma gli spostamenti fuori Comune rimangono vietati.

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