Per molti il maltempo dei giorni scorsi è solo un ricordo. Ma per una trentina di bellunesi è la stretta attualità. Perché le mura domestiche sono distanti. E lo saranno ancora per un po’ di tempo.
Proprio così: sono 37 le persone sfollate, che dovranno attendere qualche giorno prima di poter rientrare a casa. Alcuni hanno dovuto abbandonare tutto in fretta e furia. In alcuni casi, le abitazioni sono inagibili.
La situazione peggiore a Perarolo, dove la frana di “Busa del Cristo” continua a fare i capricci e tiene 15 persone fuori casa. Al momento il Comune le ha sistemate in albergo, e dovranno restarci per almeno un paio di settimane. Sempre che la frana decida di non muoversi ulteriormente.
Anche a Gosaldo risultano ancora 9 le persone evacuate; quattro nuclei famigliari, che hanno trovato ospitalità nell’appartamento della Pro loco, in canonica, da amici e parenti.
A Taibon si conta un solo evacuato ancora fuori casa, 2 a Cencenighe, 6 a San Tomaso Agordino. E in Alpago il numero è salito a 4: 2 da domenica, quando l’acqua alta aveva invaso il paese; più altri due da ieri pomeriggio, per abitazioni rese inagibili dall’alluvione.





