Conte e Azzolina scalpitano per la riapertura delle scuole. Voci romane parlano di un tentativo in extremis per riportare la didattica in presenza alle superiori già dal 9 dicembre. In provincia però molte strutture chiudono. Obbligate dal numero di tamponi positivi. È il caso di Longarone e Limana.
A Longarone è stata disposta la chiusura dell’istituto comprensivo. Totale. Vale a dire che elementari e medie dovranno attivare immediatamente la didattica a distanza, perché le porte dei plessi scolastici resteranno sbarrate.
«In pieno accordo con il dirigente e la struttura scolastica, abbiamo deciso la sospensione dell’attività in tutto il nostro istituto comprensivo, fino al 12 dicembre – spiega il sindaco, Roberto Padrin -. Una decisione sofferta, ma l’unica possibile alla luce della crescita del numero di bambini e ragazzi positivi. La situazione a oggi (mercoledì 2 dicembre, ndr) nel nostro Comune è di 84 persone positive e 39 in isolamento fiduciario. Chiedo a tutti comprensione per il disagio legato alla chiusura delle scuole: un atto di tutela dei bambini, dei genitori e dei nonni in questa fase così delicata della pandemia».
A Limana invece rimane ferma l’attività in presenza soltanto alle elementari. Anche in questo caso, il numero di casi positivi è dato in aumento e ha obbligato il dirigente scolastico a chiudere la struttura fino al 12 dicembre. In più, è chiusa pure la scuola dell’infanzia di Roe (Sedico).
Nel frattempo, aumentano i tamponi nella popolazione scolastica, per individuare eventuali soggetti positivi. Per ogni evenienza, l’Ulss ha fatto allestire un altro drive-in, dedicato proprio alla scuola, a Villa di Villa (Mel), nel parcheggio dell’azienda Acc.





