Sono passati 57 anni dal 9 ottobre 1963: il giorno di un disastro epocale. Quello del Vajont.
Di una tragedia in cui persero la vita quasi duemila persone, inghiottite da un’onda maledetta, ma soprattutto dall’irresponsabilità dell’uomo. Il vero colpevole di una catastrofe su cui vale sempre la pena riflettere. E non solo il 9 ottobre: «In un momento storico come questo – sono le parole di ricordo di Luca Zaia, presidente della Regione – la tragedia del Vajont rimane un monito affinché l’indispensabile sfruttamento della natura sia sempre equilibrato, in condizioni di sostenibilità per il territorio e di sicurezza per la comunità. Chi ancora non lo capisce, visiti il cimitero di Fortogna».
Lo stesso cimitero che oggi ospiterà la commemorazione civile (ore 15) e, a seguire, la deposizione delle corone di fiori da parte dei Comuni di Longarone, Erto e Casso e Vajont, oltre alla cerimonia religiosa: «Una ferita mai rimarginata nella memoria, un dolore mai venuto meno – prosegue Zaia – cui ha contribuito pure la mancanza di risposte adeguate, a cominciare da quella definitiva alla richiesta di giustizia».
Centrale è il tema della prevenzione: «Ogni anno – conclude il governatore – ci misuriamo con fenomeni di varia entità che, pur differenti dall’unicità del dramma del Vajont, ci impongono di intervenire in situazioni di gravità per il nostro territorio e sofferenza per chi lo vive. Oggi la nostra società non è più impreparata, ma affronta la distruzione e l’emergenza con un forte impegno nella prevenzione».
Nel calendario delle celebrazioni, spicca un appuntamento molto importante, previsto per domattina: al Centro culturale di Longarone (ore 10), fari puntati sul convegno “Gestione delle emergenze – Il caso Covid-19”, curato dalla Fondazione Vajont e moderato da Fabio Dattilo, il capo del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. Interverranno Mattia Maestri (il “paziente 1”, primo contagiato dal Coronavirus in Italia, a Codogno), Andrea Rinaldo (direttore Epfl), Roberto Rigoli (attuatore dei test rapidi antigenici per la positività al Covid), Marco Mazzorana (ricercatore a Oxford) e Giustina De Silvestro (direttrice del servizio immunoematologia a Padova, impegnata nella realizzazione della banca al plasma).
Non ci sarà, invece, la prevista visita di David Sassoli. Il presidente del Parlamento Europeo è in quarantena, perché un membro del suo staff è risultato positivo al coronavirus. Sta bene, non ha sintomi, ma come da protocollo non può lasciare il suo domicilio. Di conseguenza, salta la prima visita ufficiale di un’autorità dell’Unione europea sui luoghi della tragedia. Sarà per la prossima volta. Covid permettendo.





