Vince Zaia, stravince anche a Belluno. Il risultato era scontato, alla vigilia. Ma le dimensioni post-spoglio sono colossali.
Il governatore uscente totalizza il 77,6% nella provincia dolomitica, lasciando le briciole a Lorenzoni anche nei territori a traino Pd (15,6% il risultato provinciale, 15,8% quello regionale; cinque anni fa la Moretti aveva raggiunto il 22,8% in Veneto).
A spingere il terzo mandato consecutivo di Zaia è Gianpaolo Bottacin, braccio destro nelle conferenze stampa Covid. L’assessore uscente difatti è il “re” delle preferenze: oltre 9mila (per trovare un risultato simile bisogna cercare negli archivi di diverse elezioni regionali fa): «Un risultato clamoroso», lo ha definito lui stesso. Ben distanziati tutti gli altri: il viceré è Adis Zatta (Pd), con poco più di 2.000 voti, il terzo Dario Scopel (Fi) con poco meno di 1.700 preferenze.
GIOCHI DI FORZA
Nella coalizione di Zaia, è la lista del presidente a fare la voce grossa. Molto più del partito. Gli zaiani fanno il 50% in provincia di Belluno (il 45% in Veneto); la Lega invece si ferma al 14,3% (16,8% a livello regionale). Che si possano aprire discussioni interne al Carroccio? Possibile; chi vivrà vedrà.
Non pervenuto il Movimento 5 Stelle, che nel 2015 aveva fatto il botto e che adesso non riesce neanche a superare la soglia di sbarramento. Fuori anche tutti gli zero virgola, dagli autonomisti non leghisti ai falce e martello.
TOTO CONSIGLIERI
Per sapere chi sederà a Palazzo Ferro Fini bisogna attendere. Due gli scranni riservati ai bellunesi, ma c’è da interpretare il flipper della legge elettorale. Uno dei posti è di Bottacin, ma è assai probabile che l’assessore uscente sia riconfermato in giunta e quindi debba cedere il posto in consiglio; in questo caso, entrerebbe Silvia Cestaro. E se Bottacin diventasse il nuovo presidente del consiglio regionale? Non dovrebbe cedere il posto a nessuno.
Per il secondo scranno, invece, bisogna davvero aspettare. Se lo giocano almeno in quattro: Adis Zatta del Pd, Dario Scopel di Forza Italia, Pierluigi Svaluto Ferro che ha vinto la lista di Fratelli d’Italia, e Franco Gidoni (poco meno di mille voti nella lista Lega). Ma i giochi sono aperti.
CHI SI RIVEDE
Scrutinati anche i voti delle suppletive di Verona. E il risultato è certo: Luca De Carlo diventa senatore. Sì, proprio lui, il deputato che era stato escluso per un riconteggio dei voti qualche mese fa. Uscito da Montecitorio, rientra a Palazzo Madama il sindaco di Calalzo.





