Tre cordate in difficoltà nella scalata dello Spigolo Dibona, sulla Grande delle Tre Cime di Lavaredo. E l’intervento del Soccorso alpino di Auronzo si protrae fino alle 2.
Alle 19 di ieri, la Centrale del 118 era stata contattata da un paio di gruppi di amici che chiedevano informazioni. I quattro alpinisti avevano terminato la via sbagliando uscita e, anziché sull’ampia Cengia Grande (a 2.800 metri di quota), si erano ritrovati su un terrazzamento sottostante, dove alcune chiodature possono trarre in inganno.
Non solo: una terza cordata composta da due rocciatori, rimasta attardata nella progressione e a un paio di tiri dalla Cengia Grande, ha successivamente chiesto il supporto di una squadra, considerata la presenza di nebbia e le previsioni di maltempo per le ore successive.
L’elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha quindi imbarcato due soccorritori e li ha calati con un verricello di 15 metri sulla vetta della Grande. Da lì i tecnici hanno raggiunto i primi quattro scalatori: L.B., 32 anni di Seveso (Monza Brianza), A.M., 32 anni di Riva del Garda (Trento), F.L., 48 anni di Lainate (Milani), e J.K., 32 anni, austriaco. Così, uno dei soccorritori è andato incontro alla terza cordata: ha allestito una sosta sulla verticale e aiutato il primo rocciatore, uscito in cengia a recuperare il compagno. Insieme ai due (il 64enne F.P. di Lainate e il 36enne G.F. di Darfo) si è poi ricongiunto al resto del gruppo. A quel punto, i soccorritori e i sei alpinisti hanno iniziato la discesa dalla Grande arrivando, alla chiesetta alla base della parete, verso le ore 2.
Come se non bastasse, alle 20.30 era scattato l’allarme per una turista cinese di 51 anni, separata dal marito durante il giro delle Tre Cime e non era più rientrata. Fortunatamente, la donna è stata ritrovata da una squadra del Soccorso alpino di Auronzo, nella zona di Forcella Lavaredo.





