Cinesi addio: «Issiamo il tricolore sull’Acc, ora si assume. È un miracolo»

Cinesi addio: «Issiamo il tricolore sull’Acc, ora si assume. È un miracolo»

 

Il passato non si cancella. Ma il futuro è possibile, anche se fino a qualche settimana fa sembrava l’esatto contrario. Acc è pronta a ripartire. Non più Wanbao. Senza gli occhi a mandorla, ma con la solidità di un prodotto e di un know-how dalla storia importante. 

 

Sono queste le prospettive emerse negli ultimi giorni e messe nero su bianco sul piano quadriennale che dovrà traghettare lo stabilimento zumellese dalla caduta della “Grande Muraglia” allo sviluppo locale e internazionale. Prospettive riassunte e approvate in maniera convinta dal Consiglio di sorveglianza socio-istituzionale andato in scena questa mattina. Presente anche l’assessore regionale al Lavoro, Elena Donazzan, arrivata in quel di Mel con un proclama: «Issiamo il tricolore sullo stabilimento».

«Siamo ancora in una fase delicata, ma di grande speranza – ha detto Donazzan -. Dopo la fuga scomposta dei cinesi, abbiamo ripreso in mano una realtà produttiva che non può morire. Adesso si torna ad assumere: è un miracolo incredibile, reso possibile dall’enorme gioco di squadra, epocale direi, che ha messo insieme istituzioni, categorie, sindacati e società civile».

In effetti, piano quadriennale prevede l’assunzione di 18 lavoratori che avevano subito la mannaia dei tagli cinesi, nel periodo della dismissione. Poi, punta sul rafforzamento del prodotto e della clientela storica, ma anche sull’ampliamento dei mercati di riferimento. Soprattutto su un nuovo compressore, che dovrebbe essere pronto al lancio nel giro di pochi mesi.

«La strada è segnata – sottolinea Donazzan -. La cura Castro ha già portato i primi risultati. E per questo lo ringraziamo». Un grazie che viene confermato anche dalle istituzioni. «In questo momento la sua figura era l’unica possibile per garantire un futuro alla Acc – dice il presidente della Provincia, Roberto Padrin -. È già attivo e sul pezzo. Il piano quadriennale di sviluppo è importante, ora bisogna che tutti facciano la loro parte».

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