Riscoperta degli antichi saperi: l’apicoltura scala posizioni. E fa nascere “mielisti” in tutta la provincia. La prova? I numeri di Apidolomiti. La cooperativa degli apicoltori bellunesi (che annovera anche persone da fuori provincia, dalla pianura veneta, dal Friuli e dal Trentino-Alto Adige) ha superato quota 700 soci. Numeri importanti che rivelano la qualità del lavoro di informazione e divulgazione: infatti Apidolomiti da anni cura corsi di apicoltura e molto altro, tanto da far diventare la produzione di miele bellunese un’eccellenza a livello nazionale. Non solo: ha fatto nascere apisti appassionati tra le Dolomiti.
Lo dimostrano i numeri. Il 7% dei soci ha meno di 30 anni, il 21% ha tra i 30 e i 40 anni, il 22% ha tra i 40 e i 50 anni, il 34% ha tra i 50 e i 70 anni ed il 16% ha più di 70 anni. Cresce quindi il numero di giovani e di donne (il 20% dei soci); mentre non cedono gli appassionati a dimostrazione del fatto che l’apicoltura è una passione per la vita.
«Fa molto piacere registrare questo trend positivo che continua ormai da molti anni, grazie anche al passaparola tra gli apicoltori locali d agli apprezzati corsi base di apicoltura – il commento di Apidolomiti -. Questi numeri rendono la gestione sempre più impegnativa, per questo ci auguriamo che tutti partecipino sempre di più e attivamente alla vita sociale, portando il proprio contributo al perseguimento degli scopi mutualistici che ci contraddistinguono per il bene comune degli apicoltori di montagna».





