Nel semaforo del buon senso, scatta il verde.
In seguito a una nota del 7 maggio, la Prefettura ha chiarito che, per gli abitanti di Erto e Casso e Vajont (Pordenone), è consentito lo spostamento nei comuni di Ponte nelle Alpi e Longarone. Di conseguenza, fuori regione, in quei luoghi in cui si recavano solitamente per l’acquisto di generi di prima necessità. O per accedere ai servizi non disponibili nei loro territori. In più, i residenti di Nuova Erto potranno andare nelle case e nei paesi di origine in Friuli «per manutenzioni urgenti e inderogabili».
Va ricordato, infatti, che il Dpcm di fine aprile non permetteva ai cittadini di spostarsi da una regione all’altra. Ma tra le comunità del Vajont e il Bellunese c’è un legame profondo, sancito dalla storia, dalla memoria, da valori e da emozioni condivise.
«Si tratta di un risultato molto importante – spiega il sindaco di Ponte nelle Alpi, Paolo Vendramini – frutto di un lavoro di squadra con il sindaco di Longarone, Roberto Padrin, e quello di Erto e Casso, Antonio Carrara. Un ruolo determinante lo ha avuto poi il ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà. Ringraziamo la Prefettura: non ci sentiamo parte di due regioni diverse e questa decisione ci rasserena. I confini sulla carta non possono limitare i passaggi e gli affetti».





