Occhi puntati sui Centri di servizio. In altri termini, sulle case di riposo.
A fare luce, nella sua analisi odierna, è stato il direttore generale dell’Ulss 1 Dolomiti, Adriano Rasi Caldogno: «Su 29 Centri – ha spiegato – 18 non registrano casi positivi e 11 sì. Questo significa che il 62 per cento delle strutture non è stato coinvolto dal virus, contro il 37,9 per cento».
Le situazioni più critiche sono a Pedavena (Casa Kolbe) e Trichiana: «Abbiamo attivato una task force aziendale con competenze di diversa natura, nel campo medico-sanitario. Il gruppo è intervenuto nelle situazioni di criticità, garantendo il massimo sostegno».
Cinquanta, invece, i dipendenti Ulss contagiati: «Solo pochissimi casi hanno richiesto il ricovero, mentre la maggior parte era asintomatica. Secondo le indagini epidemiologiche, inoltre, il virus è stato contratto prevalentemente al di fuori dell’ambito aziendale». Si arricchisce pure il capitolo delle assunzioni: «Possiamo contare su 41 persone in più, in vari ambiti, così da offrire maggior sostegno alle strutture aziendali in un periodo di eccezionale impegno».
In merito all’aggiornamento di Azienda Zero, è da sottolineare la flessione dei contagi in provincia di Belluno: +12 rispetto a ieri. Il totale sale così a 979, mentre le persone attualmente positive sono 713. Per quanto riguarda i ricoveri, spuntano due nuovi ingressi: uno all’ospedale di comunità di Belluno e l’altro ad Agordo, mentre al San Martino i pazienti continuano a essere 43 in area non critica e 7 in terapia intensiva.
1.169, infine, i bellunesi in isolamento domiciliare.





