
Al momento ci sono solo ipotesi. Ma nei prossimi giorni dovrebbero essere sciolti tutti i dubbi, per la gioia degli studenti dell’ultimo anno. Quelli della maturità, per intendersi. Quelli che nelle ultime settimane hanno “celebrato” in piena solitudine la fatidica data dei “meno 100 giorni” all’esame. Senza sapere cosa succederà a giugno.
Sì, perché la maturità non dovrebbe slittare a luglio o settembre. Il condizionale è d’obbligo, ma dalle ultime parole della ministra Azzolina (desaparecida per lunghi giorni durante l’emergenza sanitaria) pare che tutto stia filando liscio nel mondo della didattica a distanza. Quindi non ci sarebbe motivo per allungare l’anno scolastico oltre la scadenza naturale. Altra certezza annunciata dalla ministra, la composizione delle commissioni d’esame, formate da professori interni e dal solo presidente esterno (prima del coronavirus non era così). Per il resto, solo dubbi e ipotesi. E dovrà essere un decreto legislativo a dipanare la nebbia fitta che in questi giorni occupa le prospettive degli studenti.
Studenti che si augurano di non essere le “cavie” di un esame esperimento. Perché si fa presto a dire (e Azzolina l’ha detto) che non sarà una maturità farsa. Ben più difficile è garantire serietà all’atto delle prove. Che dovrebbero essere confermate: due scritti e un orale. Quello che potrebbe davvero saltare è il requisito delle prove Invalsi come obbligo per accedere all’esame. Ma anche qui il condizionale è d’obbligo e solo un pronunciamento normativo potrà trasformare le ipotesi in solide realtà.





