Chiusura a oltranza? Possibile. Di sicuro le scuole resteranno ferme ancora una settimana, poi si vedrà. Perché i numeri del contagio da coronavirus sono destinati a crescere: è la matematica a dirlo, quanto meno nel primo periodo. E allora l’interrogativo che gira tra ragazzi e studenti è uno solo: ci faranno recuperare i giorni persi? Le risposte arrivano direttamente dal ministero, che ha predisposto una sezione dedicata sul sito istituzionale.
L’ANNO RESTA VALIDO
Primo caposaldo: l’anno scolastico resta valido. Anche se la chiusura delle scuole dovesse proseguire oltre l’8 marzo (va ricordato che nel Bellunese le scuole erano state chiuse per allerta meteo anche a metà novembre, quindi i giorni senza lezioni aumentano, ma non è affatto un problema). «Le assenze degli alunni nei periodi di sospensione “forzata” delle attività didattiche non saranno conteggiate ai fini della validità dell’anno scolastico – scrive il Miur -. Allo stesso modo, l’anno scolastico è comunque valido, anche qualora non dovesse raggiungere il minimo di 200 giorni previsti, in quanto si tratterebbe di una situazione dovuta a cause di forza maggiore».
MATURITÀ E INVALSI
E per chi ha gli esami di maturità? La speranza è che prima di giugno l’emergenza possa rientrare sicuramente. C’è però il passaggio inevitabile delle prove Invalsi, obbligatorie per essere ammessi all’esame di stato. Il calendario fa cominciare domani (lunedì 2 marzo) i test. Per le classi costrette a casa causa dell’emergenza coronavirus, l’Invalsi provvederà a riprogrammare le prove («Siamo in grado di modificare il calendario scuola per scuola, dunque non c’è nessun problema per gli studenti» ha detto il direttore Roberto Ricci).
DIDATTICA A DISTANZA
E nel frattempo? Inattività totale? Certo che no: le scuole si stanno attivando per garantire comunque le lezioni. A distanza. Secondo quanto disposto dal Dpcm del 25 febbraio 2020 i dirigenti scolastici delle scuole nelle quali l’attività didattica è stata sospesa per l’emergenza sanitaria possono attivare modalità di didattica a distanza. «Il ministero sta integrando l’offerta di strumenti, community, chat e classi virtuali con una piattaforma interamente dedicata alla didattica a distanza, per assicurare a tutte le scuole che ne facciano richiesta la possibilità di avere gratuitamente strumenti e mezzi, garantendo il diritto allo studio a tutti» fanno sapere dal Miur.
A BELLUNO
Intanto c’è già qualcuno che la didattica a distanza l’ha sperimentata: al liceo Lollino gli studenti del triennio hanno frequentato le lezioni da casa (via Skype o attraverso altri strumenti) la scorsa settimana. «Da domani utilizzeremo la videoconferenza su Skype anche per le classi del biennio che finora hanno lavorato soprattutto con YouTube e via mail» dicono dalla scuola.
Anche altri istituti stanno lavorando. Al comprensivo Tina Merlin, ad esempio, si sono organizzati con gruppi whatsapp e materiali didattici su cartelle condivise. Mentre altre scuole lavoreranno su piattaforme online e via mail.





