Mail e telefonate dalla Cina. «Come va lì da voi? Tutto bene? Abbiamo sentito che siete in difficoltà con il coronavirus».
Non è uno scherzo. È quello che sta capitando alla Serbosco. L’azienda bellunesissima, attiva nella produzione di conserve alimentari e sottolio, commercia con mezzo mondo. Compreso l’estremo oriente. E proprio dall’estremo oriente sta ricevendo messaggi preoccupati. Ironia della sorte…
«Quello che sta succedendo è sconcertante – dice Gian Domenico Cappellaro, proprietario dell’azienda e già presidente di Confindustria Belluno Dolomiti -. Stiamo ricevendo mail da clienti in Bulgaria e in Cina, che ci chiedono senza girarci troppo intorno come sia la situazione da noi. Non oso immaginare quale immagine si siano fatti dell’Italia e del Veneto fuori da qui. La realtà è che qualcuno ha esagerato e abbiamo perso di credibilità a livello internazionale».
Eccesso di zelo o meno nella gestione dell’emergenza, le mail dalla Cina rischiano di essere solamente la punta dell’iceberg. «Perché ci saranno sicuramente conseguenze – conclude Cappellaro -. Ovviamente spero di no, ma pragmaticamente credo siano inevitabili. Già adesso noi che lavoriamo con la ristorazione vediamo gli effetti del coronavirus sul settore turistico…».





