Sovracanoni idroelettrici, la Liga Veneta: «Servono scelte strategiche, non rattoppi»

Sovracanoni idroelettrici, la Liga Veneta: «Servono scelte strategiche, non rattoppi»

La notizia dei 99 milioni di euro recuperati dalla Regione Veneto dai sovraccanoni idroelettrici dovuti da Enel accende subito il dibattito politico nel Bellunese. La Liga Veneta Repubblica, attraverso il coordinatore provinciale Franco Roccon, ringrazia la Regione e gli assessori che negli anni hanno seguito la vicenda con determinazione, ma allo stesso tempo lancia un messaggio netto: quei fondi non possono diventare l’ennesima occasione sprecata.

Il comunicato parla di un risultato “di grande rilevanza”, un ristoro che riconosce l’enorme sacrificio ambientale e umano sostenuto dal territorio fin dagli anni Cinquanta, segnato dalla tragedia del Vajont. E proprio perché quattro quinti di queste risorse finiranno nel Bellunese, la Liga chiede alla Provincia, ai sindaci e ai tecnici una programmazione rigorosa, da “buon padre di famiglia”, capace di guardare oltre l’emergenza e di costruire una visione condivisa.

La linea del movimento è chiara: le comunità energetiche sono importanti, ma non sono la priorità. Prima di tutto serve modernizzare gli assi viari della Valbelluna, potenziare il trasporto ferroviario con una metropolitana di superficie e parcheggi scambiatori, migliorare il trasporto su gomma riducendo i tempi di percorrenza tra le diverse aree della provincia. È un elenco di criticità note, che però – sottolinea Roccon – non hanno mai trovato una risposta strutturale.

C’è poi il nodo dello spopolamento, la ferita aperta della montagna bellunese. Giovani che se ne vanno per studio o lavoro, servizi insufficienti, opportunità che mancano. Se i sovraccanoni rappresentano un ristoro per i sacrifici del territorio, è doveroso che vengano destinati a interventi capaci di incidere davvero sulla qualità della vita delle comunità locali.

La Liga insiste anche su un punto politico: queste risorse non sono soggette ai vincoli di territorialità dei Fondi dei Comuni Confinanti. Per questo Belluno deve recuperare pienamente il proprio ruolo di capoluogo, diventare riferimento per l’intera provincia e per la Valbelluna. Una posizione che si traduce in proposte precise: la sostituzione del Ponte Bailey, infrastruttura strategica ancora in attesa dei finanziamenti necessari; il miglioramento della strada Antole‑Mas, collegamento fondamentale con l’Agordino che presenta criticità ormai insostenibili; investimenti nell’accoglienza abitativa e negli studentati per i giovani delle aree montane; l’ammodernamento delle strutture ricettive; il rilancio del polo universitario cittadino, progetto evocato più volte ma mai concretizzato.

Il messaggio finale è un avvertimento: il rischio di disperdere il “tesoretto” in una miriade di piccoli interventi è reale. La Liga riconosce l’utilità di opere locali come rotatorie o interventi green per lo sport, ma oggi – scrive il Coordinamento – serve altro. Servono scelte strategiche, capaci di incidere sul futuro del Bellunese e di restituire alla politica provinciale una prospettiva di lungo periodo.

Un appello che arriva nel momento in cui il territorio si prepara a gestire una delle più grandi disponibilità economiche degli ultimi decenni. La domanda è semplice: Belluno saprà cogliere l’occasione?

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