Sono state le ripetute violazioni dell’obbligo di dimora a far scattare il carcere per un 19enne moldavo residente a Borgo Valbelluna, arrestato nella serata del 10 luglio dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Feltre.
Il Tribunale di Belluno, su richiesta della Procura della Repubblica, ha infatti disposto l’aggravamento della misura cautelare già in atto, sostituendo l’obbligo di dimora con la custodia cautelare in carcere.
Il giovane era già sottoposto all’obbligo di dimora con il divieto di allontanarsi dalla propria abitazione nelle ore notturne, misura applicata dopo un precedente arresto in flagranza effettuato dalla Polizia di Stato nel giugno scorso a Belluno per resistenza e lesioni aggravate. Secondo quanto riferito dall’Arma, i controlli eseguiti nelle settimane successive hanno documentato numerose inosservanze delle prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria. In più occasioni il ragazzo sarebbe stato trovato assente dalla propria abitazione durante le verifiche notturne, violando così l’obbligo di permanenza domiciliare.
A determinare l’aggravamento della misura è stato anche un episodio avvenuto il 4 luglio a Feltre. Nonostante il divieto di allontanarsi dal territorio stabilito dal provvedimento, il 19enne si sarebbe recato in città e, all’interno di un bar, avrebbe minacciato di morte un cliente e i gestori del locale brandendo una roncola con una lama di circa 40 centimetri, nascosta sotto gli abiti. Dopo essersi allontanato a piedi, il giovane è stato rintracciato dai carabinieri. In quell’occasione avrebbe opposto resistenza ai militari, colpendoli con calci e pugni e rivolgendo loro ulteriori minacce.
Quando venerdì 10 luglio i carabinieri si sono presentati nella sua abitazione per eseguire l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, il giovane avrebbe nuovamente tentato la fuga e opposto resistenza, arrivando a ferire un militare.
Al termine delle formalità è stato trasferito alla casa circondariale di Baldenich, a Belluno, mentre per gli ulteriori episodi contestati è stato deferito all’autorità giudiziaria.
Si ricorda che il procedimento penale è tuttora in corso e che la colpevolezza dell’indagato potrà essere accertata soltanto con sentenza definitiva e irrevocabile.





