Le opposizioni bocciano i quattro anni di Fusaro: «Mandato fallimentare»

Le opposizioni bocciano i quattro anni di Fusaro: «Mandato fallimentare»

Un’amministrazione «senza visione», incapace di mantenere le promesse elettorali e segnata da tensioni interne. A quattro anni esatti dall’insediamento della giunta guidata da Viviana Fusaro, i gruppi di opposizione in consiglio comunale tracciano un bilancio severissimo dell’esperienza amministrativa, parlando apertamente di un «mandato fallimentare». Nel documento diffuso ieri (7 luglio) le minoranze contestano anzitutto il mancato raggiungimento di alcuni degli obiettivi che avevano caratterizzato la campagna elettorale del 2022. Tra questi viene citata la promessa di destinare alle frazioni il gettito dell’Imu, definita dagli oppositori una proposta mai concretizzata, così come il rilancio del commercio cittadino, che secondo le minoranze si sarebbe limitato alla riapertura del centro alle auto senza produrre risultati strutturali.

Le critiche riguardano anche il turismo e la cultura. I gruppi di opposizione sostengono che in questi quattro anni non siano stati realizzati progetti significativi capaci di incidere sull’attrattività della città. Nel mirino anche il tema dell’università, il cui ritorno a Feltre era stato indicato tra gli obiettivi dell’amministrazione ma che, secondo le minoranze, non avrebbe registrato sviluppi concreti.

Un altro punto sollevato riguarda la tenuta della squadra di governo. Le opposizioni ricordano infatti i cambiamenti intervenuti nella composizione della giunta, con la sostituzione di due assessori rispetto alla formazione iniziale, interpretati come il segnale di rapporti interni non sempre sereni.

Nel lungo elenco delle opere e dei progetti ritenuti incompiuti finiscono anche la riqualificazione dell’area Marangoni, il futuro delle ex caserme Zannettelli, la situazione di via Tortesen e il tema del superamento del vincolo paesaggistico. Le minoranze lamentano inoltre carenze sul fronte della manutenzione urbana, del decoro cittadino e dell’attenzione alle frazioni.

Secondo i consiglieri di opposizione, l’unico intervento di rilievo portato avanti dall’amministrazione è la realizzazione dell’asilo nido nell’area industriale, opera che tuttavia viene accompagnata da interrogativi sui costi finali e sulla futura gestione della struttura. Nel bilancio di questi quattro anni vengono citati anche l’aumento dell’addizionale Irpef e una gestione giudicata eccessivamente orientata all’ordinaria amministrazione.

La conclusione delle minoranze è netta: quello che doveva rappresentare il mandato della svolta si sarebbe trasformato in una fase di stallo, priva di una strategia di sviluppo per la città. Un giudizio politico che apre di fatto la corsa verso l’ultimo anno di amministrazione e verso il confronto elettorale che attende Feltre nel 2027.

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