Elettività delle province, si riaccende il dibattito

Elettività delle province, si riaccende il dibattito

Da Trieste a Venezia per arrivare a Roma: si riaccende il dibattito sul ripristino dell’elettività delle province. I provvedimenti e le indicazioni dei consigli regionali di Friuli Venezia Giulia e Veneto riportano sotto i riflettori uno dei temi cari alla politica bellunese.

In FVG dal 2027 province di nuovo al voto

Il primo luglio il consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha reintrodotto nel suo territorio le province, ripristinandone dal primo gennaio 2027 anche l’elezione diretta. Una decisione che ha attraversato l’Italia arrivando nella capitale, con il Ministro per le Autonomie e gli Affari Regionali. Roberto Calderoli prendere posizione chiara e netta: «Sono e resto convinto dell’importanza di tornare ad avere delle Province, rappresentative attraverso l’elezione diretta sia del presidente che del Consiglio provinciale, che tornino a essere un’istituzione intermedia fondamentale per svolgere quelle funzioni che né i Comuni né le Regioni sono in grado di fare, uscendo dal limbo in cui si trovano ora», la sua dichiarazione.

Il BARD: «Si inizi dalla montagna»

Affermazioni accolte con gioia dal movimento BARD – Belluno Autonoma Regione Dolomiti che dell’elettività ha fatto – assieme all’autonomia – la sua bandiera: «Accogliamo ovviamente con grande favore le dichiarazioni del Ministro Roberto Calderoli sul ritorno delle province al loro ruolo e sull’obiettivo di reintrodurre l’elezione diretta dei loro organi. È una presa di posizione chiara e coraggiosa che va nella direzione auspicata da anni dai territori montani. – ha commentato il presidente Andrea Bona – La riforma può e deve partire dai territori che più hanno sofferto gli effetti della legge Delrio e che oggi hanno maggiore necessità di istituzioni forti, rappresentative e vicine ai cittadini: si parta dalla montagna, dalle tre province alpine di Belluno, Sondrio e Verbano-Cusio-Ossola che per le loro caratteristiche geografiche, economiche e amministrative richiedono strumenti di governo adeguati.Le aree montane affrontano quotidianamente sfide legate alla viabilità, ai servizi, allo spopolamento, alla gestione del territorio e allo sviluppo economico. Restituire loro province pienamente operative e democraticamente elette significa rafforzare l’intero sistema delle autonomie locali».

Dal Veneto una mozione per la riforma delle province

Poco prima del Friuli Venezia Giulia, era stato il Veneto a discutere di province con una mozione in consiglio regionale sulla riforma degli enti, con il ripristino dell’elezione diretta, la re-definizione di competenze e la garanzia di adeguate risorse economiche; a presentare il documento, approvato a larga maggioranza, il consigliere di Lega-Liga Veneta Stefano Marcon, già presidente della Provincia di Treviso e di UPI – Unione Province Italiane del Veneto.

Ad appoggiare la richiesta, anche il consigliere regionale bellunese del Partito Democratico Alessandro Del Bianco: «La legge Delrio fu il punto di arrivo di una stagione nella quale tutte le forze politiche chiedevano l’abolizione delle Province e non fu la sola causa di un fallimento che oggi è evidente. In politica bisogna però anche avere l’onestà di dire che si è sbagliato, senza tanti giri di parole. Quella fase portò ad un errore storico e ora è il momento di correggere quegli errori. Oggi c’è la necessità di tornare alle Province come enti intermedi, che sono di importanza fondamentale per i territori. Bisogna tornare all’elezione diretta e spingere per il reintegro delle funzioni e il trasferimento delle competenze. Abbiamo voluto votare a favore della mozione proposta perché riteniamo che la Regione debba avere in tutto questo percorso di ridisegno un ruolo preciso e forte. Da un lato, spingendo su Roma per il ripristino delle Province, dall’altro contribuendo seriamente a una proposta di riordino territoriale e amministrativo anche delle unioni montane, e trasferendo deleghe e autonomia alla provincia di Belluno, cosa peraltro già prevista dalla legge regionale ma purtroppo non ancora attuata dalla Regione stessa».

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto