Dieci anni di attività, migliaia di studenti coinvolti e un obiettivo rimasto immutato nel tempo: avvicinare le nuove generazioni alla montagna, insegnando loro a conoscerla, rispettarla e frequentarla in sicurezza. Con la conclusione dell’anno scolastico si chiude infatti il decimo anno del progetto “Montagna Amica e Sicura”, promosso dalle sezioni bellunesi del Club Alpino Italiano nelle scuole della provincia.
L’iniziativa ha preso il via nell’anno scolastico 2016-2017 per dare attuazione al Protocollo d’Intesa sottoscritto tra l’Ufficio Scolastico Regionale e il Cai Veneto. Fin dall’inizio il progetto si è posto l’obiettivo di diffondere la cultura dell’ambiente montano e accrescere la consapevolezza dei rischi legati alla sua frequentazione, attraverso lezioni in aula e uscite sul territorio.
La programmazione delle attività è sempre stata costruita in stretta collaborazione tra i referenti scolastici e quelli delle sezioni Cai coinvolte. Alle tre realtà che hanno dato avvio al percorso – Longarone, Alpago e Domegge – si sono aggiunte già dal secondo anno Belluno, Feltre e Agordo, diventate poi presenze stabili. Negli anni successivi hanno collaborato, in maniera più saltuaria, anche le sezioni di Pieve di Cadore, Caprile, Cencenighe, Auronzo, Cortina e Santo Stefano.
I numeri raccontano una crescita costante. Dalle quindici adesioni scolastiche iniziali si è arrivati a quaranta, con una media annuale di circa trenta scuole partecipanti. Hanno aderito sia singole classi sia interi plessi scolastici, soprattutto delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Più contenuta, invece, la partecipazione degli istituti superiori.
Fondamentale per la diffusione dell’iniziativa è stata la collaborazione dell’Ufficio provinciale di Educazione fisica, che ogni anno ha provveduto a trasmettere alle scuole il materiale informativo e le modalità di adesione.
«Quello che possiamo dire di aver ottenuto – spiega la coordinatrice del progetto, Loredana Stiletto del Cai Alpago – è aver fatto conoscere il Cai e le sue attività a migliaia di ragazzi e a centinaia di insegnanti che spesso ne ignoravano l’esistenza o ne avevano una conoscenza molto limitata. Fanno eccezione alcuni docenti praticanti di sport di montagna e i pochi studenti già iscritti all’alpinismo giovanile delle sezioni».
Non mancano tuttavia le criticità. La principale riguarda la difficoltà, segnalata da molte sezioni, nel reperire volontari ed esperti disponibili a seguire le attività nelle scuole. «Si tratta di una difficoltà comprensibile – osserva Stiletto, insegnante di educazione fisica in pensione – perché durante la settimana gli adulti lavorano e anche i soci pensionati spesso hanno altri impegni. Eppure affrontare una classe richiede competenze specifiche e la capacità di adattare contenuti e metodologie alle diverse fasce d’età».
Dal monitoraggio effettuato nel corso degli anni emerge inoltre un dato che invita alla riflessione: la frequentazione della montagna da parte dei giovani è spesso limitata. Quando i ragazzi hanno occasione di vivere l’ambiente alpino, il merito va più frequentemente ai nonni che ai genitori, frenati da mancanza di tempo, preparazione o semplicemente da timori legati alla montagna.
Ma è proprio dalle risposte degli studenti che arriva il segnale più incoraggiante. Alla domanda su cosa rappresenti per loro la montagna, la risposta è stata quasi sempre la stessa, indipendentemente dall’età e dall’effettiva esperienza personale: «Serenità e libertà».
Una risposta che, secondo la coordinatrice del progetto, merita un’attenta riflessione. «Pur vivendo in un territorio privilegiato e in contesti familiari generalmente sereni, molti ragazzi sembrano percepire il bisogno di libertà e tranquillità. È forse questo il messaggio più significativo emerso in questi anni e rappresenta uno stimolo importante non solo per le famiglie e la scuola, ma anche per il Cai nel suo ruolo educativo».
Guardando al futuro, il Club Alpino Italiano ribadisce la volontà di rafforzare la collaborazione con il mondo scolastico. L’obiettivo resta quello di formare cittadini consapevoli, capaci di amare e rispettare il proprio territorio attraverso esperienze dirette, culturali e sensoriali che la montagna è in grado di offrire.
Dopo dieci anni di attività, “Montagna Amica e Sicura” continua così a rappresentare un ponte tra scuola e territorio, tra educazione e ambiente, con la convinzione che conoscere la montagna sia il primo passo per imparare a custodirla.





