Il TAR Veneto ha sospeso in via d’urgenza l’abbattimento dei tigli di via Feltre a Belluno, accogliendo la richiesta cautelare presentata da Italia Nostra e ONDA Veneto. Il decreto, firmato il 30 aprile dal presidente della Seconda Sezione, ordina l’immediato stop ai lavori «al fine di evitare l’integrale rimozione dei due filari di tigli di via Feltre, ed in particolare dei 79 alberi ancora esistenti» . La decisione arriva dopo che il Comune aveva già proceduto, il 14 aprile, al taglio di 69 dei 147 tigli previsti dal progetto di riqualificazione dell’arteria. Leassociazioni ambientaliste hanno impugnato gli atti amministrativi che autorizzano l’intervento, sostenendo che l’eliminazione totale delle alberature non fosse stata adeguatamente valutata e che mancasse il coinvolgimento della Soprintendenza.
Il nodo della tutela paesaggistica
Nel decreto, il TAR sottolinea che i due filari di tigli – piantati da oltre 70 anni – costituiscono «elementi paesaggistici di primaria importanza nel contesto urbano di Belluno» . Via Feltre, risalente al 1912, è inoltre soggetta a vincolo ex lege come “spazio urbano di interesse storico”, e gli alberi sono considerati parte integrante del bene tutelato. Secondo il giudice, il Comune avrebbe dovuto acquisire l’autorizzazione prevista dall’art. 21 del Codice dei beni culturali, convocando la Soprintendenza in Conferenza dei servizi. L’Amministrazione, invece, aveva ritenuto sufficiente il percorso previsto dall’art. 55, legato alla futura alienazione dell’area dalla Provincia al Comune.
Alternative non valutate
Il TAR evidenzia anche come dagli atti emergano pareri tecnici che suggerivano soluzioni alternative all’abbattimento totale. Un tecnico incaricato dal Comune aveva indicato la possibilità di conservare almeno parte dei filari, proponendo approfondimenti e manutenzioni mirate. Nonostante ciò, il progetto approvato ha previsto «l’estirpazione integrale dei due filari», privilegiando parcheggi, marciapiedi e infrastrutture viarie.
Il tema della nidificazione
Il decreto richiama inoltre il fatto che i lavori siano stati avviati «in pieno periodo di nidificazione e riproduzione dell’avifauna», un elemento che rafforza la necessità di sospendere immediatamente gli interventi.
Prossime tappe
La sospensione resterà in vigore almeno fino alla Camera di consiglio del 21 maggio, quando il TAR valuterà collegialmente la richiesta cautelare. Fino ad allora, ogni attività di taglio o estirpazione è bloccata.
Il commento
«Dopo neanche 24 ore dalla presentazione del nostro ricorso il TAR del Veneto ha accolto la nostra domanda cautelare urgente, ritenendo valide e concrete le motivazioni elencate. Si tratta di un primo grande risultato – è il commento di Gisella Galatà, presidente di Italia Nostra – Sezione di Belluno e del portavoce di ONDA Veneto, Gianluca Stefani – che ci fa ben sperare per l’esito vittorioso di questo ricorso».





