Celebrazioni della Festa della Liberazione molto partecipate a Belluno e Feltre: al centro del discorso dei due primi cittadini, gli ideali di democrazia, libertà e pace.
Il 25 Aprile di Belluno
Nel capoluogo, la cerimonia organizzata dal Comune di Belluno in collaborazione con l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, ISBREC, Comitato Onoranze Caduti dell’Oltrardo e ‘Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra ha visto prima l’alzabandiera al pennone di Piazza dei Martiri, poi il corteo fino ai vicini giardini per la deposizione di una corona al Monumento alla Resistenza e, in chiusura, gli interventi del sindaco Oscar De Pellegrin, della presidente della Consulta provinciale degli Studenti di Belluno Sara Rizzotti e l’orazione ufficiale della Segretaria della camera del Lavoro della CGIL di Belluno, Denise Casanova.
«il 25 aprile è, prima di tutto, una festa. – ha esordito De Pellegrin – Una festa che appartiene alla storia più profonda del nostro Paese: la festa della liberazione, della fine della guerra, della possibilità di tornare a vivere senza paura, senza oppressione, senza violenza. È una festa di tutti. Perché la libertà riconquistata appartiene a tutti, così come appartengono a tutti i valori che da quella stagione sono nati, i valori antifascisti su cui si fonda la nostra Repubblica. Il 25 aprile non è una ricorrenza da custodire in modo formale, ma una data che continua a interrogarci: ci chiede se siamo ancora capaci di riconoscere il valore di ciò che abbiamo ricevuto e, soprattutto, se siamo disposti a prendercene cura. Perché oggi il pericolo più grande non si presenta sempre in forme evidenti o clamorose. Talvolta assume i tratti silenziosi dell’indifferenza, e invece la libertà ci riguarda sempre, la democrazia ci riguarda sempre. Questa giornata ci richiama con forza al valore dell’impegno civile. Non un impegno straordinario o eroico, ma quotidiano, concreto, fatto di gesti semplici come partecipare, informarsi, rispettare, contribuire. Parlare oggi di libertà significa inevitabilmente parlare di pace, il 25 aprile ci ricorda che la libertà e la pace non sono mai conquistate una volta per tutte. Per questo il compito che abbiamo oggi è duplice: custodire la memoria e tradurla in responsabilità. Consegnare alle nuove generazioni non soltanto il racconto di ciò che è stato, ma il senso di ciò che può essere. Far capire che la libertà non è un’eredità passiva, ma una scelta da rinnovare. Viva la libertà, viva la democrazia, viva la pace».
A Feltre la Liberazione è «giustizia, dignità libertà»
Partecipate anche le celebrazioni a Feltre dove da Piazza Isola il corteo ha sfilato – accompagnato dalla Banda Città di Feltre – fino al Monumento ai Caduti; lì, l’alzabandiera e la deposizione della corona seguiti, dopo i discorsi delle autorità, dall’intervento del professor Marcello Della Valentina per l’ANPI.
A rappresentare il Comune di Feltre è intervenuta la prima cittadina, Viviana Fusaro: «Trovarsi qui oggi significa riportare alla memoria viva la liberazione del Paese dall’oppressione, dalla negazione dei diritti primari, dal Nazifascismo. Una celebrazione che oggi assume un significato ancora più rilevante: stiamo assistendo a guerre che insanguinano il cuore dell’Europa e del Medio Oriente, che si aggiungono ai numerosi conflitti meno conosciuti presenti in ogni parte del mondo. Una deriva verso disvalori da cui abbiamo il dovere e il diritto di proteggerci. Abbiamo l’obbligo di difendere i valori di libertà, di giustizia e democrazia, baluardi della nostra Costituzione. Soprattutto in questo particolare momento storico che stiamo vivendo, libertà e democrazia devono essere un patrimonio di tutti. Nel contesto di oggi, più che mai, è necessario ribadire l’importanza di quei valori e riappropriarci di quei principi fondamentali richiamati dalla nostra Costituzione che devono declinarsi, innanzitutto, nella centralità della dignità della persona, della giustizia sociale, nel dire no alla morte e alla sofferenza e nel lottare per una pace che dobbiamo trasformare in fatto reale e concreto. Siamo qui oggi per rendere omaggio, con i nostri comportamenti, scevri da strumentalizzazioni di qualsivoglia genere, a chi si è battuto per la libertà a costo della propria vita. La politica non deve essere una battaglia di rivendicazioni di parte, ma deve essere soprattutto passione, rispetto, devozione, ricordo: capacità di trasmettere valori unitari da una generazione all’altra, nel rispetto dell’opinione altrui. La libertà va custodita ogni giorno, attraverso il dialogo, la partecipazione, il rispetto delle regole e delle Istituzioni. Va difesa contrastando l’indifferenza, l’odio e ogni forma di discriminazione. La memoria non è nostalgia, ma responsabilità. Il 25 aprile rappresenta il segno, il simbolo della ricostruzione di un Paese che ha saputo rialzare la testa, ripartire e ricreare fiducia».


Foto di copertina: profilo Facebook Oscar De Pellegrin Sindaco. Foto di Feltre: profilo Facebook Comune di Feltre





