Per una volta è stata la montagna a mettere d’accordo un po’ tutti. Nel lungo confronto sul DEFR, il Documento di economia e finanza regionale, due scelte hanno raccolto un consenso trasversale: la conferma dei fondi ILEA per la sanità di montagna e lo stop ai grandi invasi. Due nodi da anni sensibili, che in questa sessione di bilancio hanno trovato una sintesi politica piuttosto rara.
La prima svolta è arrivata proprio sulla sanità. Il documento iniziale parlava di 30 milioni destinati alle aree montane, presentati come un incremento. In aula, però, il consigliere bellunese del PD, Del Bianco, ha evidenziato come la cifra fosse in realtà complessiva e non aggiuntiva, generando di fatto un taglio di 24 milioni rispetto ai 54 stanziati nel 2025. La Giunta aveva inizialmente espresso un parere contrario all’emendamento, ma la ricostruzione tecnica ha portato a un ripensamento. Alla fine, l’aula ha approvato la proposta di Del Bianco e ha confermato le risorse dell’anno scorso, scongiurando un ridimensionamento pesante dei servizi sanitari nelle aree alpine.
Un altro passaggio politicamente significativo è stato l’avvio allo stop ai grandi invasi, inserito nel DEFR grazie a un emendamento del Partito Democratico. Il tema, che negli ultimi anni ha diviso tecnici, territori e una parte del mondo agricolo, questa volta ha trovato una maggioranza ampia e trasversale, segnale di un equilibrio che si sta ridefinendo anche su questioni storicamente controverse.
Al termine della discussione, il presidente del Consiglio regionale Roberto Stefani ha sottolineato il clima di confronto costruttivo. Ha ricordato come il 28% degli emendamenti sia stato ritirato e come il 38% di quelli votati sia stato accolto, numeri che per Stefani testimoniano «responsabilità istituzionale e attenzione concreta ai territori».
Adesso, archiviata la partita del DEFR, l’attenzione si sposta già sul prossimo dossier che approderà in aula e che riguarda da vicino il Bellunese: le concessioni idroelettriche in scadenza nel 2029. Un capitolo destinato a riaccendere il confronto su energia, ambiente, canoni e ritorni ai territori, e che potrebbe segnare la linea politica dei prossimi mesi.





