Provincia di Belluno, oggi si vota: sfida Staunovo Polacco–Vieceli

Provincia di Belluno, oggi si vota: sfida Staunovo Polacco–Vieceli

Giornata cruciale per la Provincia di Belluno: oggi, mercoledì 18 marzo 2026, gli amministratori locali sono chiamati a eleggere il nuovo presidente dell’ente. Il seggio di Palazzo Piloni resterà aperto dalle 8 alle 22, come previsto dal decreto provinciale che ha indetto la consultazione. Il voto arriva in un momento decisivo per il territorio. Sul tavolo del futuro presidente si accumulano dossier pesanti: la scadenza delle concessioni per le grandi derivazioni idroelettriche, il nodo degli elettrodotti, la lotta allo spopolamento, mobilità e infrastrutture, turismo e soprattutto il post Olimpiadi, con la necessità di trasformare l’eredità dei Giochi 2026 in opportunità durature per la montagna bellunese.

Due candidati, due fronti: Staunovo Polacco contro Vieceli

La sfida per la presidenza mette di fronte due volti noti della politica bellunese, espressione delle due principali aree politiche del territorio. Da una parte c’è Marco Staunovo Polacco, sindaco di Comelico Superiore e tesserato Lega: è lui il candidato scelto dal centrodestra unito, dopo un confronto interno che ha portato tutte le forze della coalizione — Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia — a convergere sul suo nome. Una scelta che ha chiuso rapidamente la parentesi dell’autocandidatura del sindaco di Sedico, Christian Roldo, e ha permesso al centrodestra di presentarsi compatto a un voto in cui il peso dei Comuni maggiori gioca un ruolo decisivo.

Dall’altra parte corre Nicola Vieceli, sindaco di San Gregorio nelle Alpi e tesserato PD: il centrosinistra lo ha scelto come candidato unitario, trovando una sintonia che non era scontata tra Partito Democratico, liste civiche e le altre componenti progressiste. Un segnale politico forte, confermato dal sostegno dell’intera opposizione del Comune di Belluno, che ha firmato in blocco per la sua candidatura. La partita, però, non è solo tra due amministratori: è una sfida tra due letture diverse del ruolo della Provincia, tra due modelli di gestione delle politiche territoriali e tra due visioni su come rilanciare un ente che, dopo la legge Delrio, cerca da anni una nuova identità.

Presidente sì, il consiglio più avanti

Il voto di oggi, va ricordato, riguarda solo il presidente. Il consiglio provinciale, sebbene scada formalmente oggi, resterà in carica ancora 90 giorni, come previsto dalla legge Delrio, entro i quali dovranno essere convocate le elezioni anche per questo organismo. E proprio la Delrio resta un nodo politico da sciogliere: tutte le forze provinciali dichiarano di voler tornare all’elezione diretta da parte dei cittadini, ma la riforma dovrà passare da Roma.

La partita del voto ponderato: perché i numeri favoriscono Staunovo Polacco

Come previsto dalla normativa delle Province, a votare non sono i cittadini ma sindaci e consiglieri comunali, con un sistema di voto ponderato: il peso di ogni voto varia in base alla popolazione del Comune amministrato. Un meccanismo che, vista l’attuale geografia politica provinciale, favorisce il centrodestra, che governa Belluno e Feltre, i due Comuni più grandi della provincia. I numeri lo dimostrano:

  • Belluno è l’unico Comune in fascia A: i 33 voti degli amministratori valgono 548 punti ciascuno.
  • Feltre, Borgo Valbelluna, Sedico (fascia B): 442 punti per voto, per un totale di 51 voti disponibili.
  • Alpago, Cortina, Limana, Longarone, Ponte nelle Alpi, Santa Giustina, Setteville (fascia C): 242 punti, 91 voti complessivi.
  • Agordo, Auronzo, Cesiomaggiore, Fonzaso, Pedavena, Pieve di Cadore, Sospirolo (fascia D): 152 punti, 85 voti.
  • Tutti gli altri Comuni (fascia E): 58 punti, 425 voti.

Assenti al voto gli amministratori di Cibiana e Lamon, entrambi Comuni commissariati. Lo spoglio avverrà domani mattina (19 marzo)

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