Il silenzio prima della partenza, il rumore secco delle lamine sulla neve. E una pista che scende veloce, sotto gli occhi delle Dolomiti. Sull’Olympia delle Tofane, nel cuore dei Giochi paralimpici invernali Milano-Cortina 2026, René De Silvestro ha trasformato una gara in una pagina di storia: oro nello slalom gigante sitting.
Una gara costruita con pazienza e coraggio: la prima manche solida, quasi chirurgica; la seconda da gestire con il cuore che accelera e gli avversari che spingono. Dietro di lui, infatti, l’olandese Niels de Langen ha attaccato senza risparmiarsi, disegnando una discesa velocissima. Ma De Silvestro non ha tremato. Ha lasciato correre il suo mono-sci tra le curve dell’Olympia e ha chiuso con 57 centesimi di vantaggio. Sul terzo gradino del podio è salito il norvegese Jesper Pedersen.
Quando la gara è finita, la tensione si è sciolta in poche parole, quelle dette ai microfoni della FISIP: «Medaglia sofferta, ma ce l’ho messa tutta per vincerla. La volevo così tanto che ho preso qualche rischio, ma non potevo cadere e sono contentissimo. Mi sono trovato molto bene con questa neve mossa».
Dietro quella frase semplice c’è un percorso lungo quasi trent’anni. De Silvestro è nato nel 1996 e sugli sci ci è salito quando ne aveva appena quattro. Le Dolomiti erano il suo parco giochi naturale, come succede a tanti ragazzi cresciuti tra queste montagne. Poi, a risono della maggiore età, un allenamento e una caduta che cambia il corso delle cose. Lesione midollare, paralisi parziale agli arti inferiori. Per qualcuno sarebbe stato il punto finale. Per lui è diventato un nuovo punto di partenza.
La neve, in fondo, era sempre la stessa. Bisognava solo imparare a sciarla in un altro modo.
E così René ha ricominciato, curva dopo curva, stagione dopo stagione, fino a quella di ieri, quando la pista olimpica di Cortina si è trasformata nel teatro perfetto per la sua storia e per una giornata che resterànella memoria dello sport italiano. La spedizione azzurra ha toccato quota 14 medaglie complessive, superando il record conquistato ai Giochi di Lillehammer 1994.
E fra tutti gli allori, risplende quello di René De Silvestro. Un oro che arriva da lontano, dalle montagne di casa, e che, sull’Olympia, ha trovato il suo posto nella storia.
Foto Mezzelani GMT / CIP





