L’8 marzo, Giornata internazionale della donna, a Belluno si preannuncia anche come giornata di protesta. Il collettivo Non Una Di Meno Belluno ha annunciato un flash mob alle 15 davanti al Teatro Comunale di Belluno, in concomitanza con la messa in scena dello spettacolo “Via Crux” di Giuseppe Cruciani.
Nel comunicato diffuso in queste ore, il collettivo – che si riconosce nel movimento transfemminista internazionale Non Una Di Meno – spiega di aver deciso di mobilitarsi dopo aver appreso che proprio nella giornata simbolo delle rivendicazioni per i diritti delle donne il teatro cittadino ospiterà lo show del noto conduttore radiofonico.
Secondo le attiviste, lo stile comunicativo di Cruciani si fonderebbe su provocazione, polarizzazione e utilizzo dell’ironia su temi sensibili come femminismo, identità di genere e cultura del consenso. Una cifra narrativa che, a loro avviso, contribuirebbe a normalizzare linguaggi e immaginari ritenuti offensivi e discriminatori. «Non si tratta di singole battute – scrive il collettivo – ma di un modello comunicativo consolidato».
Nel mirino anche l’argomento della libertà di espressione, spesso evocato in difesa di spettacoli e interventi controversi. Per Non Una Di Meno Belluno, parlare di censura sarebbe fuorviante, dal momento che il conduttore gode di ampia visibilità mediatica su radio, televisioni e piattaforme digitali. «Ospitare uno spettacolo di questo tipo – sostengono – non è una scelta neutra, soprattutto l’8 marzo».
Il collettivo definisce la decisione «una contraddizione aperta con il senso storico e politico della giornata», che nasce come momento di lotta contro discriminazioni e violenze di genere. Da qui l’invito a partecipare al presidio di domenica pomeriggio, ribattezzato “Lotto marzo”, davanti al teatro.
Al momento non risultano repliche ufficiali da parte dell’organizzazione dello spettacolo o dell’amministrazione comunale. Intanto, la città si prepara a vivere un 8 marzo che intreccerà iniziative culturali e confronto pubblico su linguaggio, diritti e responsabilità delle istituzioni culturali.





