Le candidature sono consegnate, i giochi sono fatti. A Palazzo Piloni si apre ufficialmente la sfida per la presidenza della Provincia: Nicola Vieceli per il centrosinistra unito, Marco Staunovo Polacco per il centrodestra. Da oggi in avanti, nessun ripensamento: il dado è tratto, e indietro non si torna. Nessuna sorpresa dell’ultim’ora: Christian Roldo, che inizialmente si era proposto con l’appoggio di alcuni sindaci civici di area centrodestra, ha preferito fare un passo indietro. Non per mancanza di numeri, ma per evitare una rottura interna con la stessa area politica con cui amministra Sedico. Una scelta che lascia il campo a una sfida netta e frontale tra Vieceli e Staunovo Polacco.
Ma la vera cesura è un’altra: per la prima volta dopo oltre dieci anni, Roberto Padrin non sarà della partita. Il presidente uscente, in Provincia dal 2014 (due mandati pieni più uno da vicepresidente), non si è ricandidato dopo aver perso l’appoggio della coalizione con la quale ha governato finora. Una chiusura di ciclo che segna una discontinuità profonda per la politica provinciale: stop al civismo – vero o mascherato – spazio ai partiti.
Ora la campagna entra nella fase cruciale. In ballo ci sono dossier pesanti: rinnovo delle grandi concessioni idroelettriche, trasporto pubblico locale, viabilità, scuole, difesa del suolo. Tutte partite che richiedono una guida stabile e decisioni politiche rapide. Vieceli punta su una Provincia «più strategica nel Veneto», sfruttando a pieno la specificità bellunese per ottenere fondi aggiuntivi oltre quelli ordinari. Il centrodestra, dopo un confronto definito “serrato ma sereno”, ora lavora alla definizione di una piattaforma comune da presentare entro il 18 marzo.
Si voterà mercoledì 18 marzo: al seggio potranno entrare solo sindaci e consiglieri comunali, come prevede la legge Delrio che ha trasformato le Province in enti di secondo livello. E non è solo la presidenza a cambiare: anche il Consiglio provinciale scade il 16 marzo. Sarà il nuovo presidente a fissare la data delle elezioni entro i 90 giorni previsti dalla legge. Il dado è tratto. Le linee sono tracciate. Adesso si corre davvero.





