Il centrodestra ha scelto. Sarà Marco Staunovo Polacco, sindaco di Comelico Superiore e presidente del Consorzio Bim Piave, il candidato unitario per la presidenza della Provincia di Belluno alle elezioni del 18 marzo. La decisione arriva dai vertici di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Liga Veneta Repubblica e Udc, gli stessi che avevano corso compatti alle regionali di novembre. È un’investitura formale, certificata nero su bianco, che punta tutto su un profilo capace – secondo i promotori – di tenere insieme le diverse anime della coalizione.
A spiegare il perché della scelta è la presidente provinciale di Fratelli d’Italia, Silvia Calligaro, che parla di una figura “seria, preparata e in grado di fare sintesi tra amministratori e territori”, richiamando l’esperienza maturata al Bim Piave e i tre mandati da sindaco. Il centrodestra lo presenta come garante di autorevolezza, ascolto e capacità di guida in una fase segnata da sfide importanti su infrastrutture, servizi, scuola, difesa del suolo e montagna.
Questa scelta, però, ha un impatto politico immediato. Il primo escluso è Roberto Padrin. Il presidente uscente, protagonista della decisione di fissare la data del voto al 18 marzo dopo ampie consultazioni con i consiglieri provinciali, era rimasto fino all’ultimo al centro del dibattito sul futuro dell’ente, con il suo nome ricorrente nelle conversazioni interne al centrodestra fino a pochi giorni fa. La candidatura di Staunovo Polacco segna dunque una chiusura netta con il passato più recente.
L’altro grande scosso dalla decisione è Christian Roldo. Il sindaco di Sedico era stato tra i primi a muoversi, rompendo gli indugi e annunciando la propria disponibilità a correre per la presidenza, presentando la sua proposta come un progetto inclusivo e capace di “aggregare le migliori energie del territorio”. Una candidatura arrivata dopo settimane di trattative interne, al punto da farlo apparire in pole position per il dopo-Padrin.
Ora, però, lo scenario è completamente cambiato. La scelta di un candidato unitario toglie aria alla sua iniziativa e lo mette di fronte a un bivio politico: ritirarsi in nome della compattezza, proseguire in solitaria sfidando il suo stesso schieramento — opzione quasi impossibile in un’elezione di secondo grado — oppure cercare una ricomposizione che gli garantisca un ruolo in futuro. La sua mossa sarà decisiva per capire quanto il centrodestra sia davvero così unito come il comunicato afferma.
Dall’altra parte del campo, il centrosinistra si era già mosso. Nicola Vieceli, sindaco di San Gregorio nelle Alpi, aveva annunciato la sua candidatura per la lista Futura, rivendicando la volontà di condurre una campagna politica vera e articolata. Una scelta matura dopo settimane di immobilismo apparente e legittimata dall’ultimo buon risultato elettorale del fronte progressista con l’ingresso in Regione di Alessandro Del Bianco. Con un candidato diverso da quello atteso fino a pochi giorni fa, anche per il centrosinistra la partita ora cambia.
La corsa per Palazzo Piloni entra così in una fase nuova. Il centrodestra presenta un candidato che punta a ricomporre tensioni e ambizioni. Padrin incassa l’esclusione più pesante degli ultimi anni. Roldo deve decidere se adeguarsi alla linea ufficiale o trasformarsi nel primo vero caso politico di questa tornata. E il centrosinistra, osservando il ribaltone del campo avversario, può ridisegnare strategie e narrativa.





