Linea 30, bimbo di 11 anni lasciato a piedi: scoppia la polemica

Linea 30, bimbo di 11 anni lasciato a piedi: scoppia la polemica

Undici anni, due zaini pesanti in spalla e quasi sei chilometri percorsi a piedi sotto una nevicata intensa, con temperature ampiamente sotto lo zero. È quanto accaduto martedì 27 gennaio a un bambino rimasto a piedi lungo la linea 30 Calalzo–Cortina, dopo essere stato – secondo quanto riportato – invitato a scendere dall’autobus perché sprovvisto del nuovo biglietto giornaliero da 10 euro, introdotto in via straordinaria per il periodo olimpico.

Il ragazzino avrebbe camminato da San Vito a Vodo di Cadore per tornare a casa. La famiglia ha sporto denuncia-querela per abbandono di minore, denunciando lo stato di forte disagio in cui il piccolo è rientrato. «È tornato a casa congelato, sta ancora male», racconta la nonna, avvocato di Padova. «La situazione era di oggettivo pericolo, date le condizioni meteo e l’età di mio nipote».

L’episodio ha riportato l’attenzione sulle tariffe straordinarie introdotte per la linea 30 dal 23 gennaio al 17 marzo, periodo durante il quale i tradizionali biglietti chilometrici non sono validi e ai passeggeri è richiesto l’acquisto di un biglietto giornaliero da 10 euro valido su tutte le tratte della linea, oppure di un abbonamento dedicato da 150 euro. I titoli di viaggio possono essere acquistati soltanto tramite app Dolomiti Bus, piattaforma OpenMove o pagamento elettronico a bordo, senza possibilità di utilizzare contanti. Una misura pensata per semplificare la gestione dei flussi durante le Olimpiadi Milano Cortina 2026, ma che sta creando difficoltà soprattutto a studenti e pendolari.

La vicenda è rapidamente diventata un caso politico. La deputata Elisabetta Piccolotti, di Alleanza Verdi e Sinistra, ha presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. «Quanto accaduto è gravissimo e inaccettabile», afferma. «Un bambino diretto a scuola è stato fatto scendere e ha percorso sei chilometri a piedi sotto la neve perché privo del biglietto da 10 euro. Le politiche legate alle Olimpiadi non possono ricadere sulla sicurezza delle persone e dei più piccoli». Piccolotti chiede un intervento urgente e propone di valutare forme di gratuità per i trasporti scolastici, a tutela del diritto allo studio.

Sul caso interviene anche il Partito Democratico. Per Alessandro Del Bianco, segretario provinciale e consigliere regionale, quanto accaduto «è il paradosso che certifica il fallimento della gestione dei trasporti in vista delle Olimpiadi». Ricorda che il dossier olimpico prometteva un potenziamento del servizio per residenti e giovani, mentre oggi sulle stesse tratte da due euro e mezzo si chiedono dieci euro. Secondo Del Bianco la Provincia ha perso controllo su Dolomitibus, non detenendone la maggioranza, e ciò avrebbe portato a scelte tariffarie discutibili su un servizio finanziato con fondi pubblici. «Il trasporto locale deve garantire diritti, non creare esclusione», afferma, annunciando iniziative per verificare quante risorse pubbliche siano state impiegate per il sistema legato alle Olimpiadi.

Sul caso interviene anche Giovani&Futuro, associazione attiva sul tema del trasporto pubblico locale, che esprime «ferma indignazione» per quanto accaduto. Il presidente Luca Frescura e il vicepresidente Thomas Menia Corbanese parlano di una situazione «che va ben oltre un disservizio» e che rappresenterebbe «una gravissima mancanza di responsabilità e di umanità». Secondo l’associazione, non può essere una questione meramente amministrativa – il possesso di un biglietto diverso da quello richiesto – a prevalere sulla sicurezza di un minore lasciato solo lungo una strada innevata. Giovani&Futuro ha scritto al consigliere provinciale delegato ai Trasporti, Massimo Bortoluzzi, chiedendo spiegazioni e sollecitando chiarimenti anche sulle eventuali sanzioni a carico dell’azienda previste dal Contratto di servizio in caso di corse saltate o modificate. «Se verrà adottata la stessa rigidità mostrata verso un bambino di undici anni», osservano, «gli esiti dell’istruttoria potrebbero essere inequivocabili».

La posizione di Dolomiti Bus

Nel frattempo è arrivata anche la posizione ufficiale di Dolomiti Bus, che ha annunciato l’attivazione immediata di una commissione interna di inchiesta per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. «In relazione all’episodio segnalato in data odierna – si legge in una nota diffusa in serata – Dolomiti Bus esprime anzitutto sollievo avendo appreso dalla famiglia del bambino che per lui non ci sono state serie conseguenze e sta bene. La corsa in questione è stata effettuata a seguito di regolare autorizzazione dall’azienda La Linea S.p.A. alla quale Dolomiti Bus, titolare del contratto di servizio principale, ha immediatamente esteso la contestazione e chiesto chiarimenti. La società che ha effettuato il servizio ha comunicato di aver avviato degli approfondimenti e che il conducente interessato, suo dipendente, è stato prudenzialmente sospeso dal servizio. Dolomiti Bus, costantemente impegnata a garantire i più elevati standard di sicurezza e tutela dei passeggeri, ha essa stessa attivato una commissione per il rigoroso accertamento dei fatti accaduti. I mezzi in servizio sono dotati di impianti di videosorveglianza e le relative registrazioni potranno essere utilizzate per l’accertamento dei fatti. Ulteriori elementi potranno essere forniti in ragione degli accertamenti in corso».

In attesa degli esiti ufficiali, il caso riaccende il dibattito sulla gestione del trasporto pubblico locale in un territorio delicato come quello delle Dolomiti, già messo alla prova dai flussi legati all’imminente appuntamento olimpico.

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