Neve: accumuli importanti e rischio valanghe: l’allerta del Soccorso alpino

Neve: accumuli importanti e rischio valanghe: l’allerta del Soccorso alpino

Dopo settimane di attesa, la neve è tornata a imbiancare Dolomiti e Prealpi, restituendo un paesaggio finalmente invernale. Ma insieme agli accumuli arrivano anche le prime criticità in quota: il Soccorso alpino richiama alla prudenza, perché il manto nevoso presenta diverse insidie.

Secondo ARPAV, nelle Dolomiti settentrionali gli accumuli a 2.000 metri variano tra 30 e 50 centimetri, con punte di 78 centimetri a Ra Valles e oltre 80 centimetri a Casera Doana, sul Passo Mauria. Valori simili nelle Dolomiti meridionali, dove si registrano 74 centimetri ai Monti Alti di Ornella e 76 al Col dei Baldi, tra Zoldo e Alleghe. Non manca la neve nemmeno sulle Prealpi Bellunesi, con 86 centimetri in Val Salatis, 65 sul Nevegal e 50 sul Monte Avena. Gli ultimi episodi di ieri (28 gennaio) hanno portato anche 10-20 centimetri di neve fresca, con picchi a Frassenè e Sant’Andrea di Gosaldo.

Un contesto che richiede attenzione. «Stiamo assistendo a nevicate sopra gli 800 metri, e oltre i 1.500 possono accumularsi anche 25 centimetri di neve fresca» spiega Giuseppe Zandegiacomo, presidente regionale del Soccorso alpino e speleologico del Veneto. «Sono possibili valanghe spontanee di media e grande dimensione, soprattutto nelle zone vicine alle creste dove si formano accumuli importanti».

La criticità principale riguarda la struttura del manto: la neve nuova poggia infatti su un fondo debole, che può cedere facilmente. «Una valanga può essere innescata anche da un singolo sciatore o ciaspolatore» aggiunge Zandegiacomo. «Sono possibili anche distacchi a distanza, i cosiddetti “vumbo”: fessure e rumori sotto i piedi sono segnali da non ignorare». Il pericolo valanghe è 3, marcato, oltre il limite del bosco. Le precipitazioni proseguiranno anche oggi (29 gennaio) e il consiglio è chiaro: attendere che il manto nevoso si assesti.

La raccomandazione è di scegliere itinerari con grande prudenza, portando sempre con sé ARVA, pala e sonda, informando qualcuno sul proprio percorso e muovendosi in compagnia. «Le condizioni cambiano rapidamente in base a quota, esposizione, temperatura e orario» conclude il presidente regionale. «Serve valutare costantemente il terreno e non farsi ingannare dall’apparenza: la neve di questi giorni richiede attenzione».

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