Belluno si conferma tra i territori più vivaci del Veneto sul fronte dell’imprenditoria femminile. Con 2.738 imprese guidate da donne, pari al 21,3 per cento del totale provinciale, la nostra provincia è la seconda in regione per incidenza, superata soltanto da Rovigo, che raggiunge il 23,4 per cento con 5.067 attività. Un risultato significativo, soprattutto se confrontato con il quadro regionale complessivo, dove la quota di imprese femminili si ferma al 20,8 per cento, nonostante un tasso di occupazione femminile molto elevato.
Secondo l’Ufficio studi della CGIA, infatti, nel 2024 il Veneto ha registrato un tasso di occupazione femminile del 62,3 per cento, uno dei più alti del Centro-Nord, inferiore soltanto a Toscana (63,7) ed Emilia Romagna (63,2). Una regione, dunque, dove le donne lavorano molto, ma fanno ancora fatica a trasformare il proprio ruolo in iniziativa imprenditoriale. In questo contesto, Belluno si distingue per dinamismo, superando province più grandi come Verona, che si attesta al 21,1 per cento con 17.322 imprese femminili.
Sul piano dei numeri assoluti, invece, è Padova a guidare la classifica regionale con 17.618 imprese attive a conduzione femminile, seguita da Verona e Treviso (15.787). Ma è proprio il dato percentuale a raccontare meglio la vitalità dei territori: e qui Belluno si colloca stabilmente nella fascia alta del Veneto.
Il rapporto CGIA ricorda anche come l’imprenditoria femminile rappresenti una leva strategica per l’occupazione e per la qualità del sistema economico. Le imprese guidate da donne, infatti, mostrano spesso modelli di governance più inclusivi, una maggiore attenzione alla sostenibilità e una propensione all’innovazione organizzativa. Sono particolarmente presenti nei settori ad alto valore sociale – sanità, istruzione, welfare, cultura, servizi alla persona – comparti che stanno assumendo un peso crescente nelle economie mature.
Resta però evidente il nodo dell’accesso alle risorse: le imprenditrici incontrano maggiori difficoltà nel credito, minore accesso al capitale di rischio e reti professionali più deboli, oltre al carico di cura che continua a gravare in modo sproporzionato sulle donne. Ostacoli che non frenano la capacità, ma limitano le possibilità di crescita.
In un Veneto che fatica a far salire la quota di imprese femminili, Belluno dimostra invece una vitalità imprenditoriale significativa, soprattutto se rapportata alla dimensione demografica della provincia. Un segnale importante, che racconta un territorio dove le donne non solo lavorano, ma sempre più spesso guidano imprese, innovano e generano valore.





