Olimpiadi, i sindaci della Valboite: “Volontari sottratti e strade al collasso”

Olimpiadi, i sindaci della Valboite: “Volontari sottratti e strade al collasso”

Cortina non è sola. A ricordarlo, oggi 20 novembre, ci hanno pensato i sindaci della Valle del Boite, riuniti nella Sala Consiglio del Comune ampezzano insieme alla Protezione Civile regionale e provinciale. Sul tavolo, le sfide olimpiche: risorse, volontari, viabilità. Sullo sfondo, un malumore crescente.

Il clima? Collaborativo, certo. Ma anche carico di tensioni. Perché se i Giochi porteranno opportunità, porteranno anche problemi. E i Comuni del Cadore non intendono restare spettatori. Le strade montane non reggeranno facilmente l’impatto del traffico olimpico: lo sanno bene i sindaci, che hanno messo nero su bianco la criticità. Ma il vero colpo basso, secondo loro, arriva dalla Fondazione Milano Cortina: il reclutamento diretto dei volontari della Protezione Civile già in servizio sul territorio. Una scelta che lascia scoperti i Comuni e viene letta come segnale di scarsa attenzione. «Non si può svuotare il territorio delle sue risorse più preziose» è il messaggio condiviso.

Gli amministratori chiedono a gran voce l’attivazione degli articoli 39 e 40 del Codice della Protezione Civile (D.Lgs. 1/2018). Obiettivo: garantire che i volontari impegnati durante l’evento non subiscano penalizzazioni lavorative. Senza questa tutela, il rischio è di non avere forze sufficienti per affrontare l’impatto olimpico. La riunione si è chiusa con una promessa: confronto costante e gestione coordinata. Perché i Giochi non sono solo di Cortina, ma di tutta la vallata. E i volontari della Protezione Civile, risorsa insostituibile, meritano rispetto e valorizzazione.

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