La legge di bilancio è ancora in itinere, ma c’è chi ha già le idee chiare. L’UNCEM – Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani – ha presentato al Senato un pacchetto di proposte che punta a mettere la montagna al centro della manovra economica.
Primo punto: niente più tagli. Dopo i 250 milioni sottratti nel 2024, UNCEM chiede che la nuova legge escluda ogni riduzione ai trasferimenti per Comuni, Province e forme associative. “Non si può continuare a penalizzare chi già lotta ogni giorno contro lo spopolamento e la carenza di servizi”, è il messaggio.
Poi gli investimenti. UNCEM propone di portare a 1 miliardo di euro annui il Fondo nazionale per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT), e di aggiungere 300 milioni alla Strategia delle Green Communities, per finanziare 160 progetti già pronti, basati su sostenibilità, energia rinnovabile e gestione del territorio.
Digital divide? Serve un segnale. Letteralmente. L’associazione chiede 20 milioni di euro per realizzare tralicci pubblici nelle zone ancora senza copertura telefonica. Oltre 2.400 aree del Paese attendono da anni una connessione stabile.
Scuola e pubblica amministrazione sono altri nodi cruciali. UNCEM propone di bloccare la riduzione dei dirigenti scolastici e gli accorpamenti tra istituti, con uno stanziamento di 40 milioni annui. E chiede di rafforzare il ruolo dei Segretari comunali, garantendo fondi per le indennità nei piccoli Comuni e nelle Unioni montane.
Ambiente e territorio non restano fuori: IVA agevolata al 4% per le opere pubbliche di manutenzione, rifinanziamento del fondo forestale con 15 milioni annui fino al 2032, e una proposta concreta per le famiglie: ridurre l’IVA su pellet e legna da ardere, oggi al 22%, per favorire il riscaldamento sostenibile.
UNCEM così lancia un messaggio forte: la montagna non è periferia, ma risorsa strategica per il Paese. Ora tocca al Parlamento decidere se ascoltarla.





