Il pericolo corre sui fili. La provincia di Belluno si conferma tra le più tranquille d’Italia: lo dice la classifica sulla criminalità stilata dal Sole 24 Ore, che piazza il territorio al 96° posto su 107. Un risultato che parla di comunità coesa, territorio presidiato e reati contenuti. Ma c’è un dato che stona: quello sulle truffe e frodi informatiche, dove Belluno balza al quarto posto nazionale. Un dato che non sorprende fino in fondo.
Nel 2024 sono state 1.416 le denunce per raggiri digitali, pari a 716,8 ogni centomila abitanti. Un numero che preoccupa, soprattutto perché il fenomeno è in costante evoluzione e colpisce spesso le fasce più fragili. Non a caso, carabinieri e polizia continuano a promuovere incontri informativi per mettere in guardia la popolazione.
Il resto della “fotografia” è rassicurante. Le lesioni dolose sono state 233 (45° posto), le estorsioni 34 (64°), i danneggiamenti 440 (101°). I furti, da sempre una delle piaghe più sentite, si attestano a 982 denunce: quasi tre al giorno, ma Belluno resta comunque in coda alla classifica (102° posto).
Le rapine sono state appena 23 (94° posto), mentre gli incendi dolosi e i danneggiamenti seguiti da incendio si contano sulle dita di una mano. Capitolo stupefacenti: 46 denunce e 100° posto, segno che il fenomeno esiste ma non dilaga.





