La sanità territoriale rischia di perdere pezzi. A lanciare l’allarme è Alessandro Del Bianco, candidato consigliere regionale del Partito Democratico, che denuncia il mancato riconoscimento da parte della Regione Veneto degli aumenti contrattuali 2024 per il personale infermieristico e di segreteria impiegato nelle Medicine di Gruppo Integrate (Mgi).
Si tratta di un incremento del 20% previsto dai contratti collettivi nazionali, che avrebbe dovuto essere rimborsato alle Ulss e da queste ai medici di base. Ma, secondo Del Bianco, la Regione ha scelto di non adempiere agli impegni presi, lasciando le Ulss senza risorse e scaricando i costi direttamente sui medici di famiglia. «Una decisione che mette in difficoltà economica decine di professionisti e, di conseguenza, migliaia di cittadini» — afferma Del Bianco.
In provincia di Belluno le conseguenze sono già evidenti. La Mgi Longarone-Zoldo ha segnalato criticità fin da subito, mentre presso la Medicina Integrata di Cavarzano la mancanza di risorse rischia di compromettere la continuità del servizio. Del Bianco difende il modello organizzativo delle Mgi, che garantisce orari più ampi, personale dedicato e una presa in carico condivisa tra più professionisti. Un sistema che, secondo il candidato, risponde ai bisogni reali della popolazione, soprattutto quella più fragile.
Ma il quadro generale è preoccupante. Il Veneto è penultimo in Italia per rapporto tra medici di base e cittadini, e proprio nell’Ulss 1 Dolomiti si registra uno dei peggiori decrementi: negli ultimi tre anni, i medici di base sono diminuiti del 10%. «Quando una Regione non rinnova i contratti, non riconosce gli aumenti dovuti e non garantisce copertura economica alle strutture di base, sta di fatto disinvestendo sulla sanità pubblica – conclude Del Bianco – Così si lasciano soli i medici, si indeboliscono i servizi e si abbandonano i cittadini. Serve una scelta politica chiara: tornare a investire nella sanità territoriale».





