36anni fa si chiudevano le Universiadi. Quando russi e americani si davano battaglia in Nevegal

36anni fa si chiudevano le Universiadi. Quando russi e americani si davano battaglia in Nevegal

I bellunesi se la ricordano bene. 24 febbraio 1985, chiusura delle Universiadi. Era domenica e calava il sipario su uno degli eventi più esaltanti per Belluno, per l’intera provincia, ma soprattutto per il Nevegal. 

Nove giorni prima, piazza dei Martiri era addobbata a festa per la grande cerimonia di apertura, con un afflusso tale di sportivi e curiosi che già da ore prima dell’evento risultava impossibile arrivare sul liston. Il 24 febbraio di nuovo grande festa, anche se con un pizzico di tristezza per la fine di una settimana davvero incredibile per Belluno. 

Oggi è difficile pensarci. Ma le Universiadi 1985 furono un vero e proprio evento storico. Consegnato ai libri di storia come il momento in cui atleti sovietici e atleti statunitensi tornarono ad affrontarsi nel campo dello sport. Nel pieno della guerra fredda, con la “cortina di ferro” a dividere in due blocchi il mondo, c’erano state le Olimpiadi di Mosca nel 1980 e quelle di Los Angeles quattro anni dopo. In terra russa c’era stato il boicottaggio degli sportivi americani, “vendicato” dall’assenza dei sovietici a Los Angeles nel 1984. I medaglieri olimpici erano stati così sopraffatti dalla mancanza degli atleti più forti del panorama mondiale. E quindi il Nevegal e Belluno ebbero tutti i riflettori del pianeta puntati per osservare di nuovo la battaglia sportiva di russi e americani. 

Le gare di sci principali si disputarono in Nevegal, benedetto da una nevicata giusto qualche giorno prima dell’avvio delle Universiadi, dopo lunghi mesi senza neanche un fiocco bianco. Per il ghiaccio c’era il modernissimo (allora) palaghiaccio di Lambioi, costruito appositamente. Altre gare si svolsero a Feltre, Cortina e Alleghe. Ma tutti ricordano Belluno e il Nevegal.

C’è anche una spilletta celebrativa di quei giorni. Si trova ancora su Ebay, per gli appassionati collezionisti. E qualche anno fa ne sono state avvistate due in un mercatino delle pulci di Sarajevo (città che nel 1984 ospitò le Olimpiadi invernali). Al centro campeggia la scritta “Belluno 1985”. Più in alto c’è un nome, Kobe, sede giapponese dell’edizione estiva delle Universiadi ’85. E proprio Kobe segnò la cerimonia di chiusura, giusto 36 anni fa come oggi. In piazza dei Martiri venne ammainata la bandiera dei Giochi Universitari, che sventolava da giorni. Fu consegnata alla città nipponica, come da protocollo. Poi fu festa grande. I libri, questa, non la riportano. Ma chi ha buona memoria ricorderà il grande banchetto con pastin, polenta e porchetta. Qualcuno dice che si consumarono circa 50mila ombre di vino. Chissà se è vero…

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