Il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza prevede di investire 1 miliardo di euro per i borghi e le località di montagna. Ottima notizia per le terre alte del Bellunese. A patto che…
A tenere alta l’attenzione è l’Uncem, Unione nazionale Comuni ed enti montani. «Abbiamo chiesto al ministro Franceschini di vedere le bozze del bando. E non siamo d’accordo con l’investimento di 20 milioni di euro per ciascuno dei 20 borghi individuati dalle Regioni» dice il presidente Marco Bussone. «Lo avrebbero deciso dal Ministero della Cultura, probabilmente con l’obiettivo di restaurare qualche museo e qualche casa colonica, piuttosto che fare qualche intervento di recupero di edifici, senza un chiaro destino e una vera strategia. 20 borghi, 400 milioni. Poi altre risorse dovranno andare su 230 borghi. Non è chiaro come verranno selezionati, e come verranno coinvolte le imprese, per le quali sono previste ulteriori risorse del Piano compreso nel Pnrr. Rischiamo confusione, spesa senza efficacia, tanto più se è vero che potrebbero essere ammessi, tra i borghi, i centri storici di grandi città, che borghi non sono».
Insomma, le terre alte lanciano un appello: «Correggere storture e prevedere interventi nei quali le comunità siano protagoniste, con una rigenerazione vera del territorio, economica e sociale, nel quadro delle sfide poste dalla crisi climatica».
in foto: Colle Santa Lucia, uno dei borghi delle terre alte del Bellunese





