L'unione fa la forza: sta per nascere la nuova Pro Loco

Finora non c’è mai stata un’associazione unica. L’unità di intenti sì, e anche la voglia di promuovere il paese e le attività sociali. Adesso però l’unione fa la forza. E potrebbe nascere la nuova Pro Loco di Santa Giustina. Il condizionale è d’obbligo, ma gli intendimenti sono chiari. Ne parleranno insieme associazioni, amministrazione comunale e rappresentanza Unpli (Unione Nazionale Pro Loco). Quando? Giovedì prossimo (2 luglio), alle 20 nel piazzale della stazione.

L’idea è stata lanciata da un comitato promotore e ha raccolto subito l’interesse della giunta comunale. A quanto pare, anche diverse associazioni del territorio sono interessate. Perché il mondo dell’associazionismo e del volontariato con la riforma del terzo settore sta per subire una violenta rivoluzione, che rischia di far estinguere anche realtà strutturate. Le associazioni non iscritte all’Unpli che vorranno organizzare sagre o eventi saranno comparate a una qualsiasi altra attività commerciale e di ristorazione; con tutti gli obblighi annessi e connessi. Ecco perché conviene far nascere una nuova Pro Loco. Se son rose, lo si vedrà giovedì prossimo.

 

 

La favola di Pollicino ha un lieto fine a Petrosani: lo spettacolo è un successo

Lo spettacolo “La favola di Pollicino… come non l’avete mai vista!” fa il pieno di pubblico. E di emozioni: lo conferma una sala parrocchiale di Santa Giustina più gremita che mai.

Il progetto è nato dall’idea di aiutare l’associazione Comitato Pollicino nella raccolta fondi da destinare a un pulmino per i bambini di Casa. E così è stata messa in scena la classica favola scritta da Charles Perrault, rivisitando il finale e facendo sì che il protagonista e i suoi fratellini arrivassero proprio a Casa Pollicino, a Petrosani: un luogo accogliente e sicuro in cui ci sono persone pronte a coccolarli, lavarli, accudirli e dare loro un pasto caldo. Due le condizioni speciali che hanno caratterizzato lo spettacolo: sul palco hanno recitato i bambini per altri bambini. E in più sono stati coinvolti alcuni volontari dell’associazione, abili a vestire i panni dell’orco, dell’orchessa e dei cavalieri. 

Non solo: i ragazzi delle medie, accompagnati dalla musica “C’è tempo”, hanno lanciato un messaggio per combattere l’indifferenza. E rivolto una domanda alla platea: noi bambini possiamo cambiare il mondo e voi? Insomma, un invito a fare qualcosa e a non starsene con le mani in mano. 

Immancabili i ringraziamenti: ad Andrea Dassiè, ai bambini e i genitori del doposcuola di Santa Giustina, ai volontari dell’associazione Comitato Pollicino, a don Gianni, all’Oratorio di Santa Giustina, allo staff dei “Pomeriggi ricreativi” e al gruppo di ballo di San Gregorio nelle Alpi. Alla luce del grande successo, fotografato dagli oltre 250 spettatori presenti, lo spettacolo verrà riproposto a breve.

Informazioni e curiosità sulla pagina Facebook.com/comitatopollicino o all'indirizzo web www.comitatopollicino.org.

 

Giovani volenterosi cercansi: parte il progetto di attività estive

Chiamata alle armi: ambiente, cultura e sociale hanno bisogno di braccia forti e menti giovani. Soprattutto, di tanta voglia di fare del bene e dare una mano alla comunità. È il mantra di “Giovani per l’estate 2020”, progetto di volontariato lanciato dal Comune di Santa Giustina. 

Il volontario dal profilo ideale è il ragazzo (dai 14 ai 18 anni) volenteroso, pronto a muoversi negli ambiti proposti dal Comune. Ci sono 20 posti a disposizione, tra i lavori di manutenzione ambientale con la Protezione Civile (sfalci e simili), attività di animazione sociale presso la parrocchia e i centri estivi; e anche nella cultura, in biblioteca o per l’associazionismo locale. Ogni volontario dovrà dedicare alla comunità 40 ore, scegliendo l’ambito preferito.

Le domande dovranno arrivare entro il 15 giugno. Per informazioni e iscrizioni basta rivolgersi alla biblioteca civica durante gli orari di apertura (telefono 0437 858500).

 

Guareschi e la magia del Natale: la narrazione diventa teatro

La storia di Albertino e della sua nonna; ma anche del cagnolino Flick, di una lucciola e del loro viaggio trasognante verso il campo di concentramento in cui è rinchiuso il padre del protagonista. Una narrazione semplice e allo stesso tempo toccante. È la “Favola di Natale” di Giovanni Guareschi, scritta nel dicembre 1944 e raccontata la prima volta la notte di Natale dello stesso anno nella sua baracca nel campo di prigionia.

Verrà raccontata di nuovo la sera dell’antivigilia (23 dicembre). Anzi, verrà messa in scena. Una versione teatrale con la regia di Erik Pizzali. Sarà il centro culturale di Santa Giustina a rivivere la magia di Guareschi, l’inventore tra gli altri di don Camillo e Peppone.

Nella rappresentazione, sarà possibile vedere i disegni originali che accompagnavano la favola. Appuntamento alle 20.30.

 

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