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Il progetto è ambizioso: creare un database di tutta l’emigrazione bellunese. Pescando dagli archivi parrocchiali. Il centro studi sulle migrazioni “Alentheia”, nato in seno ad Abm, e che già raccoglie migliaia di documenti e foto di un secolo e mezzo di emigrazione, però, non solo l’ha pensato: lo sta facendo. Ed è già online, nell’apposita sezione “Cerca il tuo avo” del sito internet www.centrostudialetheia.it. Basterà digitare il cognome che si vuole cercare e navigando tra i campi si potrà conoscere data e luogo di nascita dei propri avi, oltre al registro parrocchiale di riferimento. In alcuni casi saranno presenti anche informazioni sulle rotte migratorie: spostamenti, viaggio per mare ed eventuali familiari al seguito.

«Sarà un lavoro molto impegnativo – spiega la vicepresidente di Abm, Patrizia Burigo – paziente e certosino. Per completarlo avremo bisogno della collaborazione di tutti i nostri soci e degli appassionati del settore. Vogliamo mettere a disposizione una banca dati indispensabile per chi vuole fare ricerca sul fenomeno migratorio bellunese, ma anche per i singoli discendenti desiderosi di ricostruire il proprio albero genealogico o scoprire in quale comune sono nati i propri avi».

Non si parte però da zero. Nel database di Aletheia sono già stati inseriti circa 2.500 record, che riguardano altrettante famiglie che tra il 1875 e il 1950 salparono alla volta del Brasile. E’ il frutto del certosino lavoro della consigliera di Abm Luisa Carniel, che per anni ha consultato archivi parrocchiali (da sola o grazie all’aiuto di collaboratori), archivi comunali e l’”Arquivo nacional” del Brasile, nel quale sono registrate le liste passeggeri dei bastimenti attraccati sulle costa brasiliane e l’elenco degli emigrati ospitati nelle “hospedarie” in attesa di raggiungere i luoghi di destinazione. «Sono stati preziosi – aggiunge Carniel – anche la biblioteca dell’Abm “Dino Buzzati” e molte ricerche già effettuate da appassionati di storia locale, dalle quali ho attinto a piene mani».

La ricerca ha portato alla luce alcune curiosità. L’emigrante in Brasile più anziano di cui si ha notizia si chiamava Gioacchino Rech e partì per il Sudamerica alla veneranda età di 88 anni. Il nucleo familiare più numeroso, invece, fu quello di Pietro De Bastiani, originario di Cergnai di Santa Giustina. Un gruppo di 33 persone: assieme al capofamiglia, infatti, partirono anche i sei figli con le rispettive famiglie.

E i cognomi più diffusi? A farla da padrone è il Basso feltrino. Negli archivi si trovano infatti 52 “Rech”, 35 “Grando” e 32 “Bof”. Il Comune dalla quale partì la maggior parte di persone, invece, è Santa Giustina.

Come detto, un lavoro lungo e complesso, possibile grazie al fatto che per il 60% degli emigranti è possibile conoscere il “vapore” (ovvero la nave) con la quale compirono la traversata oceanica.

 

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