«Vigili del fuoco volontari: il contributo ai distaccamenti favorisce la montagna»

«Vigili del fuoco volontari: il contributo ai distaccamenti favorisce la montagna»

«La distribuzione di contributi ai distaccamenti dei Vigili del fuoco volontari del Veneto con particolare attenzione alla montagna significa andare incontro ai bisogni dei territori più fragili». Ad affermarlo è il segretario provinciale della Lega Andrea De Bernardin, a proposito del bando 2023 per la concessione di contributi a favore dei Comuni sedi di distaccamento del personale volontario dei Vigili del fuoco. Il tema è stato al centro della riunione della prima commissione consiliare regionale, la scorsa settimana, e ha visto l’assessore regionale della Lega Gianpaolo Bottacin proporre una distribuzione di fondi uguale per tutti i distaccamenti, indipendentemente dal numero di volontari e di interventi effettuati nel corso dell’anno. 

«È una presa di posizione forte a favore della nostra montagna, da parte di un assessore, il bellunese Bottacin, che ben conosce le difficoltà e le fragilità delle terre alte – prosegue De Bernardin -. Chi non vive questa realtà difficilmente può comprendere quanto, di fatto, distribuire in modo uguale per tutti sia il principio più giusto perché i distaccamenti nelle nostre zone rivestono un’importanza vitale e non importa che poi, numeri alla mano, gli interventi non siano molti in un anno, questo è naturale trattandosi di presidi che insistono spesso in comuni di poche migliaia di abitanti. Ma cosa faremmo senza questi avamposti in zone come l’Alto Agordino e il Comelico? Quando si parla di spopolamento, di dare le stesse opportunità alla pianura e alla montagna poi bisogna anche calare queste convinzioni in leggi e atti concreti, per questo sostengo con convinzione la proposta dell’assessore Bottacin. Rispetto alla posizione della consigliera Silvia Rizzotto, che sostiene invece la necessità di una ripartizione sulla base del numero di volontari e di interventi, non sono d’accordo ma capisco la difficoltà nel comprendere le diverse esigenze, sicuramente maggiori rispetto alla pianura, di chi vive in aree marginali, difficili, mal collegate tra loro e isolate». 

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